ROMA Una stella formata da tanti aeroporti e al centro della stella Fiumicino. E' così disegnato il progetto operativo della nuova Alitalia. «Roma sarà l'hub del futuro. La Capitale di un Paese deve rappresentare il punto principale...se poi si chiama Roma la discussione è finita». Parole di Roberto Colaninno che, appunto, mette la parola fine all'annosa battaglia tra la Capitale e Milano anche se il governatore della Lombardia minaccia: «Dopo le elezioni porremo al governo la questione del monopolio». «Roma - spiega Colaninno - è il fulcro di una rete dalle variabili significative: turismo, cultura, industria, e il Mediterraneo sarà l'occhio del nostro futuro. Roma è un elemento centrale del sistema». Le garanzie che verbalmente forniscono Colaninno e l'amministratore delegato, Rocco Sabelli, sono accompagnate dai numeri: il "Leonardo da Vinci" oggi può proporre 69 destinazioni (23 nazionali, 24 europee, 22 intercontinentali) che diventeranno 78 entro il 2013; 1.600 frequenze settimanali; 75.000 posti offerti ogni giorno; 15 milioni di passeggeri annui trasportati. Sullo scalo romano Alitalia è presente con 99 aerei; 1.080 piloti; 5 hangar e una struttura di circa 1.100 addetti alla manutenzione; strutture di handling con 3.150 addetti.
Numeri acquisiti, ma che dovranno essere incrementati proprio in funzione di un potenziamento di Fiumicino e di Milano Linate che costituisce da sempre l'asse portante della compagnia. In attesa che Colaninno e Sabelli possano veder realizzato il sogno "navetta" intanto sarà migliorato il cosiddetto «prodotto» che viaggia tra le due città. Dunque, banchi check-in e varchi dedicati, finger personalizzati, lancio di tariffe "one way", aerei e personale di bordo addetto esclusivamente alla tratta. Fino ad arrivare ai voli per abbonamento. Ovviamente, il tutto non potrà essere realizzato senza la struttura di sostegno rappresentata dal gestore aeroportuale, cioè Aeroporti di Roma: a giorni verrà sottoscritto un accordo quadro quadriennale da 100 milioni all'anno per la fornitura di servizi. Il sogno di Sabelli è un gate al centro città. Anzi ce n'è un'altro: destinare metà aeroporto solo ad Alitalia e ai partners Sky. «Del resto è lo spazio che oggi occupiamo con le nostre attività».
I "dioscuri" della nuova Alitalia annunciano anche tre nuove sale Club Freccia Alata che saranno ultimate entro l'anno. E soprattutto confermano tariffe low cost per l'Italia, l'Europa e per il Mondo. «Anche - se puntualizza Sabelli - non saremo mai una compagnia low cost». Un programma che sembra avere del «miracoloso» (parole di Colaninno) per un vettore che qualche mese fa sembrava in drammatica picchiata. In effetti, le difficoltà c'erano e molte ne restano, a partire dalla scarsa puntualità denunciata nei giorni scorsi dal presidente dell'Enac, Vito Riggio: «Un aereo su quattro è in ritardo». «Però stiamo migliorando», replica Sabelli. Poi le difficoltà croniche nelle operazioni di imbarco e sbarco e nella distribuzione dei bagagli. Ma soprattutto è il collegamento tra l'aeroporto e la Capitale l'autentico punto debole di tutto il progetto: serve un sistema ferroviario adeguato. Alitalia lo ha chiesto e continua a chiederlo alle Fs. «Se non fosse possibile in tempi brevi, potremmo pensarci anche noi», spiega il presidente. Insomma la nuova compagnia - ma soprattutto chi viaggia - ha fame di infrastrutture.