CHIETI. Si accende la campagna elettorale per le provinciali. Il "mite" candidato del centrodestra Enrico Di Giuseppantonio è partito all'attacco. E il presidente della Provincia Tommaso Coletti gli risponde per le rime, con l'aiuto del capogruppo del Pd in consiglio regionale, Camillo D'Alessandro. «Non ritengo opportuni i messaggi di Di Giuseppantonio sulla gestione del bilancio della Provincia».
«Il bilancio è stato sicuramente meglio gestito di quelli propri delle coalizioni di centrodestra di cui lui fa parte. Tengo a far notare», dice Coletti, stuzzicato dalle critiche sull'andamento economico che secondo il centrodestra è in rosso, «che il bilancio della Provincia durante la mia amministrazione non ha avuto mai problemi di alcun genere ed ha rispettato tutti i vincoli, purtroppo spesso troppo restrittivi, imposti dal governo nazionale. Piuttosto durante la mia gestione ho dovuto impiegare del tempo per porre rimedio alle follie della precedente amministrazione di centrodestra con iscrizioni fantasiose nella parte del bilancio relativa alle entrate e per la sistemazione dei numerosi debiti contratti dalla vecchia amministrazione di Mauro Febbo senza che fossero state seguite le opportune procedure. Il bilancio, ribadisco a Di Giuseppantonio, è sano, veritiero e trasparente, con la cassa che fino ad oggi ha una disponibilità di dieci milioni di euro e con gli equilibri sempre rispettati, nonché con il patto di stabilità altrettanto ossequiato. E per il 2009», conclude Coletti che ha deciso di replicare dopo l'ennesimo attacco del rivale, «sono previste tutte le spese obbligatorie a cui la Provincia deve far fronte con tutti gli impegni di natura discrezionale. Non solo, sono anche reperibili le disponibilità per il personale precario. Il bilancio è come un labirinto, basta saperlo gestire e soprattutto avere la capacità di orientarsi bene su dove andare ad incidere». La polemica è arricchita da D'Alessandro, che ironizza sulla programmazione turistica del candidato di centrodestra e attacca pesantemente soprattutto sulla autonomia del candidato di centrodestra. «Ma quale nuova Catalogna», afferma, «cosa crede Di Giuseppantonio, di essere venuto improvvisamente da Marte? Circa venti anni fa, alla faccia del nuovo, è stato proprio lui, assessore al turismo alla Provincia di Chieti, in tempi di vacche grasse, ma nessuno ricorda Catalogne, piuttosto un ritardo abissale sulla promozione turistica. La Provincia ha bisogno di un presidente vero, libero e forte nell'assumere decisioni», incalza duramente D'Alessandro, «e tutti sanno che se vincerà Di Giuseppantonio saranno altri a tenere le fila, noti esponenti del Pdl detteranno l'azione dell'amministrazione, Febbo e Di Stefano saranno i presidenti ombra».