E nasce un comitato di cittadini che indica soluzioni alternative.
Gli occupano giardino e garage: «Assurdo, mappe vecchie»
L'AQUILA - L'unica speranza era quel sito edificabile contiguo alla sua casa distrutta, dove il signor Domenico Placidi di Pagliare di Sassa, avrebbe costruito a breve una nuova abitazione. E, invece, a sorpresa, ieri mattina, si è visto piombare i tecnici della Protezione civile per avviare l'immissione in possesso, primo passo dell'esproprio del terreno. «Ho già pagato la Bucalossi per costruire - ha detto il signor Placidi -. In questo modo sarò terremotato due volte. Nella medesima condizione anche altri proprietari della frazione di Pagliare di Sassa che ieri si sono costituiti in un comitato. La portavoce, la signora Giangiuliani, ieri ha suggerito alla Protezione civile di utilizzare per piazzare le casette di legno della ricostruzione, altri siti sempre in zona: magari i 7 ettari già di proprietà comunale acquistati anni fa o il sito del centro commerciale ex Sercom, l'ecomostro incompiuto "graziato" dal sisma.
Stesso copione di disperazione ieri mattina, con massicce rimostranze democratiche dei cittadini, si è vissuto anche nella zona Nord Ovest di Coppito, a Roio Poggio e a Cese di Preturo. Qui ha stupito il caso di Dionisio Ciuffini che, insieme ad altri vicini di casa, si è visto espropriare giardino e garage. «Quello che sta succedendo è assurdo - ha spiegato -. Evidentemente ai tecnici sono state fornite mappe catastali non aggiornate e così molti edifici non compaiono». Ecco svelato l'arcano. «Nella mia stessa situazione si trovano almeno altri sei nuclei familiari - ha continuato -. Vorremmo sapere di chi è la responsabilità di questa situazione. Non ci piace lo scaricabarile tra Comune e Protezione civile». Molti cittadini hanno appreso solo dalla stampa degli espropri del proprio terreno. Tra i siti "fagocitati" c'è anche quello che una volta era destinato all'insediamento del centro commerciale della Coop in località Sant'Antonio; insediamento contro cui si era mostrato contrario il primo cittadino. Intanto contro gli espropri selvaggi scende in campo Rifondazione comunista con l'assessore Antonio Lattanzi e il capogruppo Enrico Perilli. «Il Comune dell'Aquila, il Consiglio comunale e lo stesso sindaco - scrivono - sono stati completamente estromessi da ogni decisione».
Getta acqua sul fuoco delle polemiche il vice sindaco Roberto Riga: «I cittadini stiano tranquilli perché le pertinenze e i garage saranno stralciati. Il sindaco ha cercato di mediare con la Protezione civile opponendosi alla new town a Bagno e cercando con i villaggi di mantenere le identità dei singoli territori. In ogni caso c'è un decreto del presidente del Consiglio che prevede la possibilità di ricorrere contro gli espropri direttamente al capo dello Stato».