ROMA L'aumento base sarà di 74 euro medi, cioè la normale rivalutazione del 3,3%, come per gli altri dipendenti pubblici. Ma oltre a questi soldi si aggiungerà qualcosa in più: altri 20 euro medi pro capite, da distribuire come incentivo di produttività. È quanto prevede il nuovo contratto della sanità, siglato l'altra notte all'Aran (l'agenzia che negozia gli accordi di lavoro nel pubblico impiego). Il contratto è importante perché riguarda oltre 500 mila persone, fra infermieri, tecnici e amministrativi. Ma è anche un fatto di rilevanza politica perché, concedendo qualcosa in più, le regioni hanno ottenuto la firma anche della Cgil, contrariamente a quanto era avvenuto finora per le intese degli statali. E il ministro Renato Brunetta ha criticato la scelta di regioni e Aran.
Gli aumenti. L'incremento sul salario base, come si è detto, ricalca quanto previsto nei contratti già firmati per i ministeri, la scuola, gli enti previdenziali, le agenzie. Dunque un aumento del 3,3%, che vuol dire 73,63 euro lordi in più sulla busta paga di un dipendente in posizione economica C4 (l'equivalente della posizione B3-S per un ministeriale). Nelle trattative per i precedenti contratti la Cgil aveva sempre sostenuto che il 3,3% è troppo poco per raggiungere un'intesa. Così le regioni (trovando un intesa fra amministrazioni di centrodestra e centrosinistra) hanno deciso di aggiungere altri soldi. Ogni Regione, si legge nel testo, dovrà trovare dai propri bilanci uno 0,8% in più «per il finanziamento di progetti innovativi». E si specifica che lo 0,8% «corrisponde indicativamente a circa 20».
Precari e malattie. Anche sulla parte normativa del contratto sono state ottenute tutele aggiuntive, che vanno a correggere alcune delle norme volute da Brunetta per il personale dello Stato. Per esempio a proposito di assenze per malattia, la decurtazione in busta paga non riguarderà i donatori di midollo osseo, chi va in permesso per assistere un parente invalido, chi va in congedo parentale, chi fa esami oncologici. Per i precari, c'è un articolo che può consentire alle amministrazioni di non mandare via i contrattisti a tempo determinato pur avendo superato il limite dei tre anni.
Brunetta. Parlando al convegno finale del Forum Pa, il ministro della Pubblica amministrazione ha duramente criticato le regioni: «È facile o difficile fare contratti con soldi che non ci sono?» ha detto, aggiungendo poi polemicamente: «Che gli enti locali facciano pure contratti al doppio delle compatibilità finanziarie, togliendo soldi ai servizi sanitari o agli asili nido». In serata Brunetta ha emesso un nuovo comunicato in cui attacca duramente l'Aran: firmando il contratto, scrive il ministro, l'agenzia ha tradito le direttive del governo.
Gli stipendi dei dirigenti. Sempre dal Forum Pa (la fiera della pubblica amministrazione italiana) Brunetta ha annunciato che presenterà presto il decreto sul tetto agli stipendi di dirigenti e manager pubblici. Il limite alle buste paga dei vertici statali era stato imposto nel 2007 dal governo Prodi (alla cifra di 289 mila euro annui); dopo le elezioni però il vincolo è stato sospeso, rinviando il tutto all'emanazione di un decreto che ancora non si è visto. Ora Brunetta ha annunciato che farà il decreto in tempi brevi.