L'AQUILA - Prima terremotati, poi sfollati e pendolari, e, da alcune settimane, anche vittime di un'odissea senza soluzione di continuità ai caselli autostradali dell'Aquila Est e Ovest. Non ce la fanno più. Ogni mattina è la solita storia, ogni mattina migliaia di aquilani, che dalla costa tornano all'Aquila per lavoro o per recuperare qualcosa nella propria casa, arrivano logorati da un'estenuante coda di chilometri ai caselli perchè devono riempire i moduli per usufruire dell'esenzione del pedaggio. La società "Strada dei parchi", che gestisce l'A24 e l'A25, è a conoscenza dei disagi e sta studiando una soluzione con Anas e Protezione civile. «Il problema potrebbe essere risolto con carte di accesso automatizzate per fluidificare il passaggio ai caselli - annunciano i dirigenti della società -. Verrebbero distribuite ai residenti dei 49 Comuni terremotati. Da chi e come? Beh, noi non abbiamo gli elenchi dei residenti e alla distribuzione dovrebbero provvedere Protezione civile ed enti locali. Nel frattempo, però, rivolgiamo l'invito ad arrivare ai caselli con i modelli, che sono disponibili negli alberghi e nelle aree di servizio, già riempiti, visto che hanno validità anche le copie».
La protesta, però, non accenna a placarsi. «Non è possibile continuare ad assistere all'indecoroso spettacolo di lunghissime code di mezzi per beneficiare dell'esenzione pedaggi autostradali, riservata ai cittadini aquilani e ai volontari impegnati nei centri di assistenza» sostengono il vice presidente del Consiglio regionale, Giovanni D'Amico, e il consigliere Claudio Ruffini. «Beh, ho voluto provare personalmente e garantisco che è una situazione terribile - conferma il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente -. Spero che la Protezione civile risolva il problema perché ho dipendenti che partono da Roseto alle 6 e arrivano sul posto di lavoro alle 9.30. Avevamo proposto una viacard a tempo, ma ancora non abbiamo una risposta». E così si riaccende la polemica, che già era sfociata in una vera e propria protesta quando, il Primo maggio, agli aquilani sfollati, diretti nel capoluogo, non era stata più applicata l'esenzione del pedaggio, stabilita dalla società "Strada dei parchi", il 9 aprile, in accordo con Protezione civile e Prefettura. L'esenzione del ticket era invece possibile solo tra i caselli dell'A24 da Colledara a Tornimparte, L'Aquila Ovest, L'Aquila Est, Assergi, mentre in prosecuzione sull'A25, l'unico casello esente era Bussi- Popoli, a oltre 160 chilometri da Colledara. Il che significava che uno sfollato avente diritto all'esenzione avrebbe potuto liberamente circolare tra questi caselli, ma i circa 30 mila terremotati che devono recarsi dai Comuni della costa, o dalla Marsica, all'Aquila, avrebbero dovuto pagare per intero il pedaggio dal quale erano stati esentati nelle settimane successive al sisma. L'intervento di Guido Bertolaso ha ripristinato l'esenzione anche per gli sfollati della costa, ma, adesso, si determinano code a causa delle modalità formali per ottenere l'esenzione, ovvero l'obbligo di riempire appositi moduli tutte le volte che si attraversa il casello autostradale.
D'Amico e Ruffini hanno presentato al presidente della Giunta regionale e all'assessore ai Trasporti un'interpellanza per denunciare «l'inefficienza del provvedimento di esenzione "pedaggio autostradale" e proporre agli stessi una soluzione di snellimento». Nella loro iniziativa i consiglieri del Pd ritengono che vada accertato una sola volta la condizione di beneficiario del provvedimento e poi vada consegnato un apposito telepass. «I cittadini aquilani - spiegano D'Amico e Ruffini -, già fortemente provati dalla sciagura del sisma e dalla condizione precaria in cui sono costretti a vivere quotidianamente, non possono essere logorati ulteriormente a fare lunghe file ai caselli autostradali per riempire dei moduli».