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Pescara, 28/04/2026
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16/05/2009
Il Messaggero
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Napoli, incappucciati bruciano un bus. L'azione rivendicata da un disoccupato, altri fanno irruzione nella sede Pdl |
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NAPOLI - Un bus bruciato in piazza Carlo III, la sede del Pdl assaltata, cassonetti rivoltati in corso Umberto, corso Garibaldi e alla Marina: mattinata di guerriglia ieri a Napoli mentre un corteo dei disoccupati partito da piazza Mancini si dirigeva alla prefettura. Otto persone sono state fermate dopo l'occupazione della sede politica e sono state rilasciate e denunciate. Nel pomeriggio un uomo, che ha detto di essere un disoccupato, ha telefonato all'Ansa rivendicando il rogo del bus. Senza dare il proprio nome, ha lanciato un «avvertimento» al prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, al questore Santi Giuffrè e all'assessore provinciale al lavoro, Bernardo Tuccillo. «Oggi abbiamo bruciato un autobus - ha detto - ma se il bando non sarà sospeso faremo cose molto più pericolose». Il bando di cui parla l'anonimo è quello per i corsi di formazione. La Digos, diretta dal vicequestore Antonio Sbordone, ritiene che la rivendicazione sia attendibile e passa al setaccio la complessa galassia delle sigle che riuniscono i disoccupati organizzati. Ieri in piazza c'erano i senza lavoro dei Banchi Nuovi, del coordinamento di Acerra, del progetto Isola e un nuovo raggruppamento che si rivolge a destra. Quest'ultimo chiede lo stop ai nuovi corsi d'orientamento perché gestiti in maniera clientelare. Sullo sfondo il possibile cambio politico alla Provincia che potrebbe, secondo questo gruppo di disoccupati, portare alla riapertura delle graduatorie. Ma già ieri il Pdl ha sottolineato: «Violenza e prevaricazione sono strumenti di lotta che rispediamo al mittente, qualunque sia la casacca che indossa o lo status che proclama». Sulla stessa linea l'assessore provinciale Bernardino Tuccillo (Rifondazione comunista) che annuncia la convocazione della commissione provinciale per l'impiego per il 20 maggio per fissare i criteri per il bando per l'orientamento. Ma intanto ieri è scoppiata la protesta che ha creato paura e disagi in tutto il centro storico. Mentre il corteo bloccava corso Umberto, infatti, e qualche centinaio di persone avanzava verso la prefettura, gruppi di vandali rovesciavano i cassonetti nelle vie laterali provocando blocchi del traffico. Contemporaneamente alcune persone con il volto coperto si avvicinavano al bus della linea 182 parcheggiato in piazza Carlo III. «Ero appena salito a bordo e avevo poggiato la borsa sul cruscotto quando, girandomi ho visto le fiamme: sono riuscito a scappare solo per miracolo», ha raccontato l'autista alla polizia. In piazza nessuno ha visto niente. Inutilizzabili (tropo sfocate) le immagini riprese da alcune telecamere. Qualcuno spiega: «Noi qui dobbiamo continuare a lavorare».
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