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Data: 16/05/2009
Testata giornalistica: Rassegna.it
Pil in picchiata: -5,9% annuo

La crisi non è passata: è il primo trimestre peggiore dal 1980. Rispetto al trimestre precedente -2,4%. E' del 4,6% invece il calo della crescita già acquisito per il 2009. In diminuzione anche il prodotto interno lordo di Germania, Francia e Olanda

La crisi non è passata. Anzi. I dati diffusi oggi dall'Istat rappresentano l'ennesimo campanello d'allarme per l'economia italiana ed europea. Il Prodotto interno lordo dell'Italia é calato nei primi tre mesi dell'anno del 5,9% rispetto allo stesso trimestre del 2008. La diminuzione rispetto al trimestre precedente è del 2,4%, mentre è del 4,6% il calo della crescita già acquisito per il 2009. A comunicarlo è oggi l'Istat. Da questi dati si desume che, in pratica, anche se i prossimi trimestri la variazione del Pil sarà nulla, si registrerà comunque un calo pari al 4,6%.

Le variazioni registrate dal Pil in questi primi tre mesi dell'anno, tra l'altro, rappresentano l'ennesimo record negativo degli ultimi tempi: sono le peggiori dal 1980, cioè dall'inizio della nuova serie storica confrontabile. L'Istituto di statistica sottolinea inoltre che per quanto riguarda la variazione congiunturale (-2,4%) si tratta del quarto calo consecutivo. Una situazione analoga si era registrata solamente tra il '92 e il '93, con sei variazioni negative di seguito ma di entità assolutamente minore.

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Le stime dell'Istat, elaborate sulla base delle prime informazioni finora disponibili, indicano che nel primo trimestre 2009 'il risultato congiunturale del Pil e' la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto dell'agricoltura, dell'industria e dei servizi'. Nel periodo, inoltre, si e' avuta una giornata lavorativa in meno rispetto sia al trimestre precedente sia al primo trimestre del 2008.

Mal comune mezzo gaudio, si dice spesso. Non è questo il caso. Anche il resto d'Europa e gli Stati Unitivedono nero, anche se in misura mminore rispetto al nostro paese. Il confronto congiunturale con gli altri, infatti, mostra che il Pil nel primo trimestre e' diminuito in termini congiunturali dell'1,9 per cento nel Regno Unito e dell'1,6 per cento negli Stati Uniti, contro il -2,4% italiano. In termini tendenziali, il prodotto e' calato del 4,1 per cento nel Regno Unito e del 2,6 per cento negli Stati Uniti, contro il 5,9% dell'Italia.

Il Pil tedesco nel primo trimestre del 2009 ha invece registrato una contrazione del 3,8% rispetto al quarto trimestre 2008, che aveva segnato una flessione del 2,2%. A riferirlo è in questo caso l'agenzia Bloomberg, citando l'Ufficio federale di statistica di Wiesbaden. Si tratta del calo peggiore da almeno quasi quarant'anni, da quando cioè, nel 1970 sono iniziate le prime rilevazioni statistiche. E' inoltre la prima volta che si registrano quattro contrazioni consecutive del Pil. Il dato del I trimestre è anche peggiore rispetto alle previsioni degli analisti. In base ai dati provvisori diffusi dall'Ufficio di statistica, il Pil tedesco ha invece segnato nel I trimestre una flessione del 6,9% rispetto allo stesso trimestre del 2008.

Anche la Francia è entrata ufficialmente in recessione, con una contrazione del prodotto interno lordo dell'1,2% nel primo trimestre rispetto a quello precedente. Precedentemente c'era stata una flessione dell'1,5% nel quarto trimestre del 2008. Sono questi i dati che ha reso noti oggi l'ufficio centrale di statistica Insee. L'economia francese ha perso nei primi tre mesi dell'anno 138.000 posti di lavoro, una perdita netta dello 0,9% su base trimestrale e del 2% su un anno che è superiore a quella registrata in tutto il 2008. Secondo queste stime, il numero dei lavoratori dipendenti del settore privato si è attestato alla fine del primo trimestre a 15,75 milioni.

Come dall'inizio della crisi, i settori che hanno perso più posti di lavoro sono gli interim utilizzati soprattutto nei servizi (-77.800) e l'industria (-44.900). L'Insee ha comunicato stamani che il Pil ha registrato una contrazione dell'1,2% nel primo trimestre del 2009 dopo una dell'1,5% nel quarto trimestre del 2008. Il ministero del lavoro ha indicato oggi che l'indice del salario mensile di base ha registrato nel primo trimestre una progressione dello 0,8%. L'aumento su base annua è del 2,7%, che scende al +2,4% se si tiene conto dell'inflazione. Il prodotto interno lordo, infine cala anche in Olanda: è diminuito del 2,8% nel primo trimestre del 2009 rispetto al trimestre precedente. A renderlo noto è l'ufficio di statistica dei Paesi Bassi. Su base annua la contrazione, sottolinea l'ufficio di statistica, è del 4,5%, la più alta dalla Seconda guerra mondiale.

Per quanto riguarda l'Eurozona, dunque, nel primo trimestre 2009 il Pil complessivo ha fatto registrare un calo del 2,5% rispetto al trimestre precedente. Lo rende noto Eurostat nella stima flash pubblicata oggi. Nel quarto trimestre 2008 il tasso di crescita era calato dell'1,6% nella zona dell'euro e dell'1,5% nell'Ue-27. Su base annua, il calo nel primo trimestre dell'anno è stato pari al 4,6% nella zona dell'euro e del 4,4% nell'Ue contro una contrazione dell'1,4% in entrambe le zone nel trimestre precedente.

L'inflazione nella zona dell'euro, invece, ad aprile è rimasta stabile al +0,6%, il livello più basso di sempre. Eurostat ha confermato la stima del 30 aprile scorso, ricordando che un anno fa il tasso d'inflazione era stato del +3,3%. Nella Ue l'inflazione nel mese scorso è invece calata al +1,2%, rispetto al +1,3% del mese di marzo. Un anno fa era stata del +3,6%.

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