ROSETO. È uscito di casa poco prima delle 4 di ieri mattina, oppure non è rientrato affatto dalla sera precedente. Nessuno, fino a questo momento, è riuscito a ricostruire le ultime ore di vita della persona che si è lasciata dilaniare dal treno - il merci delle 3,50 Ancona-Bari - poco prima dell'alba di ieri, all'altezza di via Makarska. Si sa soltanto che si tratta di un uomo sulla quarantina, scuro di capelli, dalla corporatura normale tendente al robusto, con scarpe sportive nere. Nient'altro. I carabinieri di Roseto, guidati dal comandante Enzo Procida, hanno setacciato tutte le strutture ricettive di Roseto, dove sono ospitati magliaia di sfollati aquilani, ma dai primi accertamenti sembra che non manchi nessuno all'appello. La dinamica del suicidio, perché di questo si tratta, è stata ricostruita sulla base del racconto dei macchinisti, i quali hanno dichiarato di aver visto una persona ferma sui binari con le spalle rivolte al treno. Secondo la ricostruzione dei carabinieri l'uomo avrebbe atteso l'arrivo del convoglio sul viale che si trova sotto i binari, all'altezza del chilometro 319,760, cioè quasi a metà di viale Makarska. Dopo aver udito il rumore del treno in arrivo, l'uomo si sarebbe arrampicato sulla massicciata e avrebbe raggiunto i binari per compiere l'ultimo gesto della sua vita.