"E' tempo che si apra un tavolo di confronto sulle strutture delle tariffe". Il presidente di Confservizi, Raffaele Morese, nella sua relazione all'assemblea annuale, chiede una riforma partendo da un confronto settore per settore. "Vanno ridefinite - spiega - le componenti che ne devono far parte, con l'attenzione alle esigenze del consumatore da un lato e a quelle della competitività dall'altro". Confservizi sottolinea di ritenere che "la struttura della maggior parte delle tariffe è anacronistica". Rappresenta oggi uno strumento al quale "si fanno fare troppi mestieri. Dovrebbe remunerare gli investimenti, il capitale, il lavoro, come il prezzo di qualsiasi prodotto. In realtà, in passato le fu assegnato anche il ruolo sociale che in parte conserva di tener conto della popolazione a reddito basso". Ma ora, sottolinea Morese, alle tariffe "si assegna sempre di più un altro compito: quello di sostenere i bilanci degli enti locali che, a seguito dei tagli dei trasferimenti, cercano di non ridimensionare il proprio welfare". Il presidente di Confservizi rileva inoltre che le autorità indipendenti, nei settori dove hanno avuto la possibilità di intervenire, "hanno dimostrato una crescente funzione di stimolo all'efficientamento". E "possono risultare utili anche in settori come il tpl, quello idrico e dei rifiuti, dove è necessario favorire un'accelerazione del miglioramento della qualità dei servizi. Ovviamente - ha aggiunto - devono mantenere una rigida posizione di terzietà sia verso i consumatori che verso le aziende". Inoltre, parlando del tpl ha auspicato che il rinnovo del biennio economico trovi le condizioni per una conclusione rapida e al riparo da conflittualità, ma ha anche aggiunto che sarebbe opportuna una rivisitazione delle regole relative allo sciopero. "E' questione che carsicamente si impone alla discussione nei momenti acuti di conflitto e sparisce nelle fasi di stasi negoziale. Ma il rischio di prendere in ostaggio la gente è sempre latente. Per questo, occorrerebbe un supplemento di confronto per trovare gli aggiustamenti - non necessariamente legislativi, né che neghino la possibilità del ricorso allo sciopero - all'attuale regime, per evitare i disagi ai cittadini e dare equilibrio ai negoziati".