ROMA - Si aprirà martedì la stagione dei rinnovi contrattuali. Una stagione che si profila calda e che sarà il primo banco di prova dell'accordo separato sul nuovo modello contrattuale, firmato nel gennaio scorso da tutte le parti sociali ad eccezione della Cgil. I primi a partire, il 19 maggio, saranno gli alimentaristi di Flai-Cgil,Fai-Cisl e Uila con Federalimentari, mentre Fim Fiom e Uilm, l'altra grande categoria, quella dei metalmeccanici, già attraversati da profonde divisioni sul nuovo modello contrattuale prima e sulle piattaforme poi, debutteranno al tavolo con Federmeccanica, molto probabilmente in ordine sparso entro il 30 giugno prossimo. Divisioni che invece non hanno toccato gli alimentaristi ai blocchi di partenza con una griglia di rivendicazioni unitaria che, in ottemperanza alle nuove 'regolè, riconosce la durata triennale del contratto e prevede uno spazio maggiore per il secondo livello ma che avanza anche una proposta di incremento salariale consistente; 173 euro da verificare, negozialmente, per il recupero degli eventuali scostamenti. Un percorso comune, dunque, per gli oltre 350 mila lavoratori, nonostante le forti distanze che separano ormai la Cgil da Cisl e Uil, su cui a scommettere per prima è proprio la categoria di Corso Italia.
«Io sono fiduciosa e tutti siamo determinati a portare a termine il negoziato unitariamente», spiega il segretario generale della Flai-Cgil, Stefania Crogi. «È chiaro che Confindustria farà pesare l'accordo separato che noi non abbiamo firmato. Vedremo.
La piattaforma ha un suo equilibrio ed è nel solco di una consolidata contrattazione tra le parti che c'è nel nostro settore. D'altra parte, la riforma contrattuale non marcia ancora a regime e noi contiamo di intrufolarci in questi piccoli spiragli», aggiunge guardando, tra l'altro, ai lavori ancora in corsO per l'individuazione dell'ente terzo che dovrà elaborare l'indice previsionale Ipca con cui calcolare la nuova inflazione sulle retribuzioni, uno dei punti di maggiore polemica e su cui si è spaccato il sindaco confederale.
«Lo spirito è propositivo. Se poi Federalimentari risponderà agli input di Confindustria torneremo dai lavoratori e vedremo quali iniziative mettere in campo per dare la spinta giusta.
Siamo molto determinati», prosegue Crogi sicura che il rinnovo non serva solo ai lavoratori ma anche e soprattutto alle aziende e alla gestione della vita di tutti i giorni dei siti produttivi. E un «sano ottimismo» ispira anche la Uila convinta che il miglioramento delle condizioni economiche del settore, e un sistema di relazioni sindacali rodato e molto avanzato, possa portare ad un negoziato rapido ed equilibrato.