ROMA. L'aggressione a Rinaldini sul palco della manifestazione sulla Fiat a Torino riporta in primo piano il nodo dell'unità sindacale e la crisi. Sindacati e mondo politico, uniti dalla condanna per la violenza, si dividono su come affrontare l'emergenza. Se le confederazioni mettono da parte le divisioni dopo il no della Cgil al modello contrattuale, in quello politico si conferma la distanza tra maggioranza e opposizioni.
Tutti i sindacati esprimono solidarietà a Rinaldini e alla Fiom. Guglielmo Epifani attacca «un certo modo di fare estremismo» e lancia l'allarme sul conflitto sociale che «si può aggravare, soprattutto se non si fa nulla». Idea condivisa dalla Cisl con Raffaele Bonanni che definisce l'aggressione «non una contestazione politica, ma un'azione squadristica». Il leader della Fiom Gianni Rinaldini vede nei suoi aggressori «un gruppo di teppisti», autori di «un assalto organizzato». Poi si rivolge a governo e Fiat: «Se pensano di chiudere stabilimenti creano una situazione esplosiva di cui si assumeranno la responsabilita». Renata Polverini, segretario dell'Ugl, fa appello all'unità dei lavoratori per «evitare che la crisi surriscaldi il clima sociale» e chiede al governo di «uscire dall'immobilismo».
Lo Slai-Cobas respinge le accuse e afferma che «non c'è stata nessuna aggressione». Piuttosto, scrive, si vuole «impedire ai lavoratori di prendere direttamente la parola» per farli restare «succubi di accordi concertativi, a perdere e calati dall'alto». Per il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, si tratta di «un episodio grave di intolleranza che ci riporta indietro negli anni, a stagioni che speravamo dimenticate». Sul versante politico, il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto accusa la Fiom di aver «portato avanti una linea estremista» e avverte la Cgil: «Ritrovi l'unità con Cisl, Uil e Ugl, a partire dalle nuove regole di contrattazione, o sarà costretta ad inseguire i Cobas con effetti disastrosi». Secondo il presidente dei senatori Maurizio Gasparri, gli episodi di violenza «sono conseguenza del santorismo, l'odio seminato da chi fomenta lo scontro». Più cauto il ministro Claudio Scajola: «Le forze sindacali contribuiscono alla gestione delle aree di crisi - dice - ogni atto di violenza verso la Cgil e Rinaldini è riprovevole». Per il ministro del Welfare Sacconi, l'aggressione a Rinaldini fa parte di «comportamenti violenti di un ben noto, piccolissimo gruppo sindacale in Fiat».
L'opposizione si stringe attorno al sindacato. Il segretario del Pd Dario Franceschini telefona a Epifani per esprimere solidarietà e attacca il governo: «L'unico modo per prevenire le tensioni sociali è intervenire con misure concrete e efficaci». Duro il giudizio di D'Alema che indica come «un atto di teppismo» l'episodio di Torino, ma sollecita il governo ad aprire il dossier Fiat, come fatto da Obama e dalla Merkel. «Quando accadono queste cose - dice Luigi De Magistris dell'Idv - bisogna stigmatizzare gli episodi violenti, ma capirne i motivi». Dura l'analisi di Nicola Tranfaglia, storico e candidato come De Magistris alle europee per l'Idv: «La sinistra ha disperso il rapporto con operai e mondo del lavoro. Torino rappresenta il disagio sociale dei più poveri, di quelli che hanno minori sicurezze e che stanno perdendo o hanno perduto lavoro».