ROMA - Tutta «colpa del sindacalismo e della sinistra ideologizzati»: il titolare del Welfare Maurizio Sacconi non ci sta ad farsi accollare le responsabilità dei bassi salari italiani e sceglie di andare all'attacco. La ricetta in passato come oggi è «agire sulla produttivita», spiega il ministro che rilancia la partecipazione dei lavoratori all'impresa. Il Pd e la Cgil però insistono: è la politica del governo a essere colpevole, di immobilismo. Quello che serve ora, ancora più di prima, sono «soldi freschi».
Il peggio sul fronte dell'occupazione, assicura il numero uno della Cgil Guglielmo Epifani, deve ancora arrivare e «non c'è nessuna spiegazione plausibile all'insensibilità civile, democratica e politica del governo». Restituzione del fiscal-Drag e detrazioni su reddito da lavoro dipendente: sono queste due delle strade da percorre secondo Epifani. La priorità, incalza il segretario del Pd Dario Franceschini, sono «i redditi bassi» e le piccole e medie imprese. «Ci vorrebbe una manovra espansiva di circa un punto di Pil - non si stanca di ripetere Pier Luigi Bersani - prevedendo un rientro graduale dal deficit. Servono soldi freschi - spiega - per aprire mille cantieri e sostegno al reddito dei precari». E soprattutto, dice l'esponente del Pd, «appare uno sberleffo la quotidiana dose di ottimismo che propina il governo».
Soldi «veri» è anche la richiesta dell'Italia dei Valori: « i cittadini e le piccole imprese non se ne fanno nulla - afferma Antonio Di Pietro - di soluzioni da manager della vecchia finanza, di stock option che si sono rivelate cambiali senza copertura nella miriade di crack a cui abbiamo assistito nell'ultimo anno». Se soffrono i lavoratori, soffrono le famiglie, spiega il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, che ricorda la promessa di introdurre il quoziente familiare (un meccanismo fiscale che va incontro ai nuclei numerosi) fatta in campagna elettorale da Silvio Berlusconi ma che «è rimasta lettera morta». «Surreali»: così il portavoce del Pdl Daniele Capezzone commenta le reazioni delle opposizioni. «Franceschini e compagni - sottolinea - fingono di dimenticare che Prodi e Visco gettarono un secchio d'acqua gelata sulla crescita aumentando le tasse».