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Data: 19/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Terremoto e trasporti la Regione è inadeguata di Antonio Topitti (*)

La delocalizzazione dell'università aquilana in altri centri abruzzesi sta mettendo in evidenza l'inadeguatezza del governo regionale nella gestione del post terremoto. Tutti i proclami sulla centralità dell'università per la ricostruzione del capoluogo dell'Abruzzo, sembrano destinati a restare solo proclami. Riflettiamo sul trasferimento della facoltà di scienze biologiche ad Avezzano. Uno studente pendolare di Teramo per raggiungere con i mezzi pubblici la località impiega quattro ore e la sera, se si vuole stare a casa per le 22, deve ripartire dalla facoltà alle 18, anticipando la fine delle lezioni, per un totale di otto ore di viaggio, tutto a pagamento, con l'obbligo di prenotazione sull'orario della corsa di ritorno se vuole risparmiare sul biglietto. Questo è ciò che deve sopportare uno studente di Teramo. I tempi sono più lunghi di altre due ore per chi risiede sulla costa.
Se questa è la situazione, ci si chiede come sia possibile che percorrere con un mezzo pubblico il tratto Teramo-Avezzano (che è di circa 120 km) necessiti dello stesso tempo che ci vuole per arrivare a Bologna (distanza superiore ai 300 km). Viene naturale chiedere al nostro governatore se alla Regione Abruzzo esista un assessorato ai trasporti e se è difficile il compito di coordinare con l'Arpa un rapido studio ricognitivo di collegamento logistico dei luoghi interessati dalla dislocazione universitaria, per ridurre al minimo i disagi degli utenti ed eventualmente per stabilire una convenzione di trasporto gratuito.
E' mai possibile che tantissimi operatori del privato facciano a gara nel produrre solidarietà alle vittime del sisma, e chi invece è preposto a lavorare per la soluzione dei problemi dei cittadini rimanga passivo? Ai consiglieri e ai governanti della Regione Abruzzo non si chiede di donare qualche mensilità del loro appannaggio a favore delle vittime del sisma (come forse sarebbe giusto fare), né di rinunciare alla loro auto blu, ma di guadagnarsi i loro emolumenti lavorando per trovare giuste soluzioni ai problemi, in particolare in questo drammatico momento.

(*) Presidente provinciale Confesercenti Teramo

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