"Il ponte del mare: fattore di integrazione e sviluppo, monumentale e ambientale" è il titolo del convegno svoltosi ieri presso la fondazione PescarAbruzzo, a pochi giorni dall'inaugurazione dell'opera diventata strategica per l'immagine dell'amministrazione uscente; che certo non si farà sfuggire l'occasione di rivendicare l'operazione nell'agguerrita campagna elettorale, come testimoniato dalla presenza al pomeriggio scientifico di vicesindaco e assessori, tra i quali il candidato a sindaco del centrosinistra Marco Alessandrini. Relatore d'eccezione il professor Enzo Siverio, ordinario di tecniche delle costruzioni all'università di Venezia, una delle massime autorità in materia di ponti. Ad introdurre la relazione un intervento del professor Nicola Mattoscio, presidente della fondazione, che ha ricordato la nascita del progetto a partire dal 2002, i contatti con la facoltà di architettura dell'università d'Annunzio, l'impegno dell'amministrazione per la realizzazione di quello che doveva chiamarsi Ponte del Mediterraneo e poi ha aderito al sentire comune con la denominazione di Ponte del mare. Il professor Siverio è il collaudatore e responsabile del monitoraggio del ponte ciclopedonale che sarà inaugurato sabato alle ore 17, avrà un'apertura transitoria il 26 giugno per il passaggio della maratona dei Giochi del Mediterraneo, per essere consegnato ufficialmente alla cittadinanza alla fine di luglio. «Il vostro ponte è bellissimo - l'esordio dell'ingegnere veneziano autore di decine di progetti di ponti e viadotti: dal Ponte dei Congressi vincitore con Juan Josè Arenas De Pablo del concorso del Comune di Roma, alla passerella pedonale a Ponte San Nicolò a Padova, premio Bibm 1999, al ponte sul canale Tergola a Villa del Conte a Padova, menzione speciale del Premio biennale internazionale di architettura Barbara Capocchin -. Ho seguito con attenzione tutte le fasi di un'opera straordinaria di cui parlerò nei miei interventi a convegni internazionali dei massimi livelli. Pescara è una città che risulta troppo anonima e aveva proprio bisogno di un simbolo, un paradigma, una scultura a scala urbana che fosse anche oggetto di design, atto conclusivo di una volontà e simbolo di pace e di amicizia».
Il professor Siverio ha illustrato con diapositive le fasi più emozionanti della realizzazione, accanto ad opere realizzate a Bilbao, Coimbra e Venezia, ricordando le simulazioni nella galleria del vento. «Più che un collaudatore mi sento garante tecnico e culturale per un'opera che integrerà lo sviluppo della città, dalla parte solida in calcestruzzo e quella doppia metallica, mirabile miracolo di geometrie che ha visto il suo apice domenica con la chiusura in una sorta di sposalizio del mare».