MILANO. Alitalia potrebbe scommettere di nuovo su Malpensa, mentre il governo ha avviato negoziati con 39 Paesi per ampliare il numero delle rotte aeree internazionali. E la Sea, la società che gestisce gli scali milanesi, aspetta che dai propositi si giunga ai progetti concreti. E' il quadro del sistema aeroportuale nazionale dopo la decisione di Alitalia di puntare su Fiumicino come perno dell'intero sistema e dare l'addio a Malpensa. La posizione del vettore nazionale è stata ribadita dal presidente Roberto Colaninno, invitato a una iniziativa della Camera di Commercio italo-americana. «Quanto prima ritorneremo su Malpensa soprattutto con i voli intercontinentali», ha detto Colaninno, precisando però che bisogna prima «risanare Alitalia». Per ora l'imprenditore mantovano si accontenta dei «risultati molto incoraggianti» ottenuti nei primi mesi di gestione, confermando di poter «raggiungere gli obiettivi prefissati dal nostro piano». Pronta la replica di Raffaele Bonomi, presidente della Sea, secondo il quale «non è cambiato nulla rispetto a quello che ha detto Colaninno con l'accordo di hubbing su Fiumicino». «Colaninno - spiega il manager - porta avanti con coerenza la stessa tesi: hanno ereditato un piano industriale che non si può cambiare perché non ci sono le condizioni per farlo». Sea «non modifica il suo piano industriale che vede Alitalia non più come vettore di riferimento. Un piano industriale predisposto prima di Cai».