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Data: 20/05/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Cgil: «Disoccupazione in aumento» Il lavoro in Europa non chiama i giovani. Secondo l'Eures le offerte di lavoro all'estero sono tantissime, ma la formazione universitaria non è adeguata

Forte la richiesta di ingegneri e informatici.

Studiare e lavorare all'estero: un'opportunità che solo pochi giovani teramani colgono. «Gli scambi con l'estero andrebbero incentivati - spiega Anna Bongiovanni, consulente regionale dell'Eures, la rete promossa dalla Comunità Europea per la mobilità europea -. Ci sono centinaia di offerte di lavoro e stage all'estero, dalla Spagna al Regno Unito, ma anche in Paesi nordici, che purtroppo non vengono colte dai nostri laureati». Il tema è stato oggetto di un convegno che si è tenuto ieri all'Università di Teramo. Dai dati emersi sarebbero fondamentalmente due gli elementi che frenano i giovani teramani a spostarsi all'estero: lo scarso livello di conoscenza delle lingue straniere e, soprattutto, la difficoltà di incrociare domanda ed offerta di lavoro: secondo la banca dati dell'Eures, infatti, le lauree più ricercate sono in ambito tecnico-scientifico, con la sola eccezione della Spagna, che invece offre numerose proposte di stage e lavoro per gli esperti di marketing. «C'è una forte richiesta di ingegneri in Germania - afferma Bongiovanni - di informatici in Olanda e Belgio, ottime possibilità di lavoro per farmacisti e dentisti in Inghilterra mentre in Francia ed Irlanda si ricercano figure professionali specializzate nel settore turistico-alberghiero». L'offerta formativa dell'Università teramana sembra quindi rispondere solo in parte alle esigenze di forze lavorative richieste dall'Unione europea. Intanto nella nostra provincia, secondo gli ultimi dati della Cgil relativi al 2009, il tasso di disoccupazione giovanile aumenta. «Da gennaio ad oggi - afferma il segretario provinciale della Cgil Giampaolo Di Odoardo - sono stati 2500 i giovani fino a 35 anni ad essere usciti fuori dalla realtà produttiva. Ad una crisi endogena, che è maturata attorno a febbraio-marzo, si è aggiunto il riflesso di quella internazionale e, in seguito, la tragedia del terremoto che ci ha colpito a vari livelli. Questo ha comportato un aumento spropositato della Cassa integrazione guadagni, dei licenziamenti, dei contratti di solidarietà, per non parlare poi dei giovani che erano assunti a tempo determinato o con una delle tante forme di precariato, che sono stati i primi a farne le spese». Secondo il sindacato, anche la disoccupazione intellettuale è in aumento nella nostra provincia. «Noi viviamo di manifatturiero e di turismo - aggiunge Di Odoardo - il settore pubblico non è più in grado di assorbire grandi quantità di lavoratori. Per questo i laureati, soprattutto quelli in discipline umanistiche, sono sempre più costretti ad andare a cercare lavoro fuori».

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