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Data: 22/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - Decreto, soldi e polemiche. Dal Senato via libera agli aiuti per la ricostruzione. Il centrosinistra si astiene: mancano i fondi per i Comuni fuori dal cratere e alle imprese

Il presidente Schifani: «Si restituisce speranza alle popolazioni afflitte» Lusi: il Pd ha sollecitato modifiche

L'AQUILA. Passa al Senato il decreto sul terremoto con gli aiuti alle popolazioni abruzzesi colpite dal sisma. A favore hanno votato i gruppi di maggioranza di centrodestra. Le opposizioni di centrosinistra si sono astenute. Sono 135 i voti a favore, 90 le astensioni e nessun voto contrario. Il provvedimento ora passa all'esame della Camera.
La decisione del senato segna un passaggio cruciale sul piano dell'azione concreta, in quanto sono stabilite le norme e i sostegni finanziari, tuttavia, limitati ai residenti, agli enti e alle imprese dei 49 Comuni del «cratere», l'area più colpita dal sisma del 6 aprile. Sono previsti fondi per la ricostruzione delle case, la loro ristruttuazione, per le imprese, per gli edifici pubblici. Non sono mancate divisioni e polemiche tra schieramenti, ma il decreto non ha avuto nessun voto contrario. Il Pd e l'Italia dei Valori si sono però dichiarati «delusi e amareggiati», sollecitando nuove modifiche. Tra gli argomenti che hanno destato maggiore polemica è la mancata possibilità degli interventi di ricostruzione e sistemazione degli edifici pubblici danneggiati fuori dai 49 comuni che hanno subito scosse oltre il sesto grado della scala Mercalli. La misura è stata tolta in quanto mancante, al momento, della copertura economica. L'intenzione del governo sarebbe comunque quella di riproporre la norma nel passaggio alla Camera.
Soddisfatto del voto il presidente del Senato, Renato Schifani, «Il politico deve rendersi conto», ha osservato, «che ci sono momenti in cui lo scontro deve cedere al senso di responsabilità per il bene e l'interesse comune».
Schifani ha ringraziato tutti gruppi politici il voto dell'Aula «è il modo migliore possibile per onorare la memoria delle vittime e restituire la speranza agli abruzzesi». Il Pd tuttavia è pronto a vigilare e riprendere la battaglia su alcuni emendamenti. «Dopo le tante dichiarazioni del presidente del Consiglio Berlusconi sul terremoto in Abruzzo si è avuta la conferma che quanto detto non corrispondeva alla verità». ha commentato il senatore del Pd Giovanni Legnini. «Ci rimane quindi molta amarezza», ha sottolineato Legnini, «per le promesse non mantenute e per l'occasione mancata. Dall'inizio di questo dramma ci siamo imposti misura e senso di responsabilità. Continueremo così. Questo non ci ha impedito e non ci impedisce di formulare un giudizio negativo che giustificherebbe un voto contrario a questo provvedimento pasticciato e gravemente lacunoso».
Critico anche il senatore Pd Luigi Lusi, vice presidente della Commissione bilancio del senato.

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