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Pescara, 26/04/2026
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Data: 24/05/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ponte del mare, esulta il popolo di D'Alfonso. D'Angelo non si regge: «Sfidiamo chi verrà dopo di noi a fare meglio». E Mascia fiuta l'aria

Per il taglio del nastro c'è ancora tempo ma l'opera, annunciata dallo striscione "Pescara città del mare e del sole", sarà presto completata. Ma siamo in piena campagna elettorale, dunque in un periodo in cui è sbagliato confondere le iniziative pubbliche dalle celebrazioni di partito - e considerato pure che uomini in divisa continuano ad affacciarsi nei corridoi di Palazzo di città per ragioni che non possono essere ignorate - ecco spiegato perchè quella di ieri sotto il Ponte del Mare è stata non una inaugurazione bensì una presentazione. Una bella presentazione. Con il palco e gli ospiti illustri, con i palloncini tricolori volati in cielo sulle note dell'Inno nazionale. Con il candidato sindaco del Pd, Marco Alessandrini, relegato in quarta fila alle spalle di Di Pietrantonio (sempre perchè una cosa è il Comune e altra cosa è la corsa elettorale); e con il candidato sindaco del Pdl, Luigi Albore Mascia, pure lui tra la gente festosa e curiosa, nonostante la canicola, andato lì apposta per fiutare meglio l'aria che tira a due settimane dal voto.
Ma all'ombra del Ponte del mare c'erano pure un sindaco reggente, Camillo D'Angelo, con fascia tricolore; e un sindaco messo fuori scena da un'inchiesta e ieri defilato ma non troppo, vicino ai suoi avvocati Milia padre e figlio, davanti al gazebo delle cartoline con annullo speciale per l'evento: un Luciano D'Alfonso che non appena è stato nominato e pubblicamente elogiato - lo ha fatto con straordinaria abilità e tempismo Ljubo Beslic, sindaco di Mostar salutando il suo "caro amico" - ha riscosso l'applauso scrosciante dei pescaresi che gremivano il (pure quello restaurato) piazzale della Madonnina.
Il primo intervento, cuore e orgoglio, è stato dell'architetto Pichler, titolare della Stahlbau Pichler e progettista di quest'opera, pagata dalla Fondazione PescarAbruzzo e da un pool di privati, che a una prima occhiata sembra un po' diversa dalla versione annunciata. Il professor Enzo Siviero ha citato papa Giovanni Paolo II, «costruire ponti è l'antitesi del costruire muri», sottolineando l'unione che un ponte produce: «Dobbiamo avere il coraggio di costruirne tanti di ponti e poi avere il coraggio di attraversarli per incontrare gli altri, incontrare noi stessi». Da buon veneziano, Siviero non ha resistito al paragone tra il Ponte del Mare a Pescara e quello di Calatrava realizzato a Venezia, «costato il doppio e arrivato con tre anni di ritardo, questo è costato quant'era previsto ed è già realtà, giorno più giorno meno».
Beslic, sindaco di Mostar, la città il cui ponte devastato diventò simbolo della guerra nei balcani, ha rafforzato nel suo discorso l'ideale del ponte come «occasione d'incontro tra persone e popoli». A Camillo D'Angelo il compito di annunciare la costruzione di un'opera, «l'ultima di tante fatte dalla nostra amministrazione» ha detto con un filo di commozione citando poi ex Aurum, riviera sud, Pineta dannunziana, piazza Salotto, polo giudiziario e universitario, caserma di Cocco. Lista che ha meritato un altro applauso forte, fortissimo, da far sentire fino a via Tirino. «Chi verrà dopo di noi dovrà saper fare meglio o avrà perso: noi li sfidiamo» ha chiuso D'Angelo lasciando il microfono a suor Olga Pignatelli per i complimenti «a chi ha lavorato per il bene della città». Spunta uno striscione firmato Porta Nuova: Grazie Luciano.






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