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Pescara, 26/04/2026
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Data: 24/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - Sindaci: allargare il decreto. I Comuni esclusi chiedono fondi per i danni subiti. I primi cittadini all'attacco: nessuno può negarci i soldi per la ricostruzione

Ricci: abbiamo Comune, tribunale e sette scuole inagibili, impensabile che il governo non finanzi Chieti

PESCARA. Per ora lanciano solo minacce perchè si dicono preoccupati «ma fiduciosi». Comunque pronti a scendere in piazza per contestare Governo, Berlusconi e Bertolaso. Sono i sindaci dei Comuni esclusi dal decreto approvato giovedì dal senato, che non concede benefici ai paesi fuori dall'area del cratere del sisma.
Il sindaco di Castiglione a Casauria, Rosario Martino è in ansia perchè i sopralluoghi nelle abitazioni non sono ancora terminati mentre l'abbazia di San Clemente a Casauria, il gioiello romanico che il paese custodisce da secoli è inagibile e rischia di cadere. «Le case», osserva Marino, «che hanno riportato lesioni sono circa 200 e abbiamo sgomberato 40 case. Il centro storico è stato chiuso, il negozio di generi alimentari è stato spostato, l'abbazia di San Clemente è inagibile e inaccessibile e ha bisogno di un intervento corposo, e noi non sappiamo ancora se saremo dichiarati centro terremotato o se pagheranno i danni al cento per cento».
L'amministrazione comunale ha sottoscritto il documento consegnato a Bertolaso. «Se non dovesse accadere nulla potrebbe essere promossa un'azione, forse un ricorso, insieme ad altri sindaci e alla Comunità Montana Vestina», annuncia Martino.
Il sindaco di Penne, Ezio Di Marcoberardino, si sente «abbandonato» perché fino ad oggi non è arrivata alcuna comunicazione, eppure i danni del terremoto nel centro vestino sono gravi. «Oltre 500 privati hanno presentato una richiesta perché hanno avuto problemi nelle strutture e stiamo terminando le rilevazioni», fa presente Di Marcoberardino, «quasi tutte le chiese sono messe male, sono rimasti lesionati anche alcuni edifici pubblici e delle scuole, dall'istituto d'arte all'istituto tecnico per finire col liceo. Ho disposto una ventina di sgomberi, ricorda il sindaco, e requisito qualche alloggio ed è stato anche necessario chiudere alcuni punti del centro storico. Insomma, aggiunge il primo cittadino, la situazione è abbastanza grave. Siamo in attesa delle decisioni ma fino ad ora non abbiamo avuto segnali né ci sono molte comunicazioni con i nostri interlocutori. Ci aspettiamo una valutazione attenta della situazione, anche perché il vicino comune di Montebello è stato considerato terremotato e Penne no, ma non ci spieghiamo il perché».
Il sindaco di Chieti Francesco Ricci è in attesa con in mano una lunga lista di strutture pubbliche e private da sistemare. «Gravi danni hanno riportato la sede del comune, il tribunale, sette scuole e tante abitazioni civili», ricorda Ricci, «abbiamo avuto assicurazioni che rientreremo nei benefici di Stato»

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