L'AQUILA.Un decreto lacunoso, che non fa chiarezza su alcuni punti chiave e sulle necessarie coperture finanziarie per la ricostruzione. Un'insoddisfazione, quella dei sindaci dei 49 comuni del cratere, esplosa ieri al termine della conferenza per la ricostruzione convocata dalla Provincia. I sindaci si sono detti pronti, sempre che la Camera non approvi quegli emendamenti rigettati dal Senato, a dar vita a clamorose iniziative di protesta. Qualcuno ha lanciato l'idea di riconsegnare la fascia tricolore, altri (tra questi il sindaco Cialente) hanno proposto "l'occupazione" dell'aeroporto.
Una riunione cominciata nel segno della collaborazione, con i sindaci pronti ad ascoltare dal prefetto Franco Gabrielli e dal vice commissario Bernardo De Bernardinis le indicazioni sulle cose da fare e i contenuti delle ordinanze che la Protezione civile sta via via emanando. Il tutto partendo da scuole e alloggi. E proprio sulle sedi scolastiche si è soffermato il prefetto, dichiarando che sarà questa la prima cartina di tornasole sulle cose messe in campo.
«Abbiamo individuato una serie di edifici già agibili per gli esami, o che potranno esserlo a breve giro di posta» ha detto Gabrielli. «Entro il 15 giugno, però, dovremo avere una valutazione su tutti gli edifici, così da poter ripartire a settembre con le lezioni».
Poi l'intervento più atteso, quello del vice di Bertolaso. Bernardo De Bernardinis ha illustrato la metodologia di lavoro che la Protezione civile sta seguendo e spiegato ai sindaci le procedure che si troveranno ad affrontare nella gestione dei rientri nelle case, delle assegnazioni, dei lavori di ristrutturazione. Ed ha annunciato per la prossima settimana l'emanazione di circolari esplicative che daranno risposte ai proprietari delle case classificate lettera A, B e C. Direttive relative ai tempi di rientro e agli indennizzi sui quali, però, c'è poca chiarezza. E ancora, ha fornito notizie sulle sistemazioni autonome (definite un contributo al disagio), sulla possibilità di affittare case che figureranno in un albo della protezione civile, nonché sull'avvio di controlli per evitare furbizie e truffe. Quindi la questione delle casette. «Un progetto» ha chiarito il vice commissario «che va concordato coi sindaci». Un lungo intervento seguito da un sfilza di domande e risposte.
Poi la nota dolente: l'esame del decreto passato al Senato. E per i sindaci (presenti all'incontro anche il parlamentare Giovanni Lolli e il vice presidente del consiglio regionale Giorgio De Matteis), è arrivato il momento della doccia fredda.
«Una lettura» ha spiegato la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, «dalla quale sono emersi tanti problemi, a cominciare dalla mancata copertura finanziaria per la zona franca. Abbiamo solo 45 milioni, prima previsti per un anno ed ora spalmati su quattro. E poi l'assenza di contributi straordinari per i Comuni e la distinzione tra residenti e proprietari che annullerà la possibilità di ricostruire i centri storici». Da qui la decisione di convocare per domani una conferenza stampa per dire che quel decreto va cambiato. «Altrimenti» hanno detto i sindaci «si aprirà una stagione di protesta».