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Data: 24/05/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
TERREMOTO IN ABRUZZO - Cisl: sulle pensioni nessun regalo. Bonanni: Brunetta maleducato. Il ministro: non rispondo agli insulti. Il leader rieletto con il pieno dei voti: «Con Epifani pronti a riaprire dialogo, ma non faccia il furbo»

ROMA La Cisl di Raffaele Bonanni esce dal XVI° congresso con un nuovo logo (cerchio tricolore con prevalenza di verde) e soprattutto con una linea politica ben delineata: sindacato riformista e partecipativo, comunque alla costante ricerca del dialogo con le altre organizzazioni sindacali, la Cgil in particolare.
«Il nostro obiettivo - ha puntualizzato Bonanni chiudendo la "quattro giorni" dell'Eur in cui è stato riconfermato segretario generale con 231 voti su 233 votanti, pari al 99% - è arrivare in piazza il meno possibile: puntiamo sull'interlocuzione e, sulla piazza, solo quando questa non c'è. Questo ci ha fatto diversi dagli altri e forse per questo noi, tra pochi, possiamo vantare l'unicità di non aver mai "bucato" alcuna esperienza di costruzione». Questo non vuol dire però che la confederazione di via Po accetterà supinamente pressioni e, tanto meno, interventi che non siano concertati. Per esempio, la riforma delle pensioni di cui si è tornato a parlare negli ultimi giorni. Confindustria la sollecita, il governo potrebbe discuterne ma soltanto con l'avallo del sindacato. Bonanni, proprio in apertura di congresso, aveva ricordato che il tema non è un tabù. Ieri ha puntualizzato che «se facciamo la riforma, la facciamo per guadagnarci non per perderci. Lo "scalone" grida ancora vendetta. Se il governo ci costringerà a dire che il progetto non va bene, il costo per loro sarà molto alto». La Cisl, dopo gli apprezzamenti del ministro Sacconi e le aperture di Emma Marcegaglia, si aspetta ora una convocazione del governo per cominciare a discutere della possibilità per i dipendenti di partecipazione agli utili aziendali».
La relazione finale è stata, per il leader, anche l'occasione per rispondere a Guglielmo Epifani partendo comunque dalla più ampia disponibilità a riprendere il dialogo sulla base della piattaforma unitaria per il calcolo della rappresentatività: «Le critiche di Guglielmo sulla riforma del nuovo modello contrattuale sono ingenerose. Non può dire che non è stato prodotto nulla sul secondo livello. Non può fare il furbo perchè il secondo livello, a differenza del '93, oggi è diventato fruibile. So che Guglielmo è deluso: aveva detto, non preoccupatevi, mai gli imprenditori faranno un accordo senza di noi, ma dopo ha capito che un veto non basta a cambiare il mondo. Bisogna ricongiungerci su progetti più chiari e ampi per andare avanti».
Bonanni comunque non invertirà la marcia. Nessun ripensamento anche perchè può contare sulla sponda dell'esecutivo (del ministro Sacconi in particolare), la piena convergenza della Uil e sostanziale dell'Ugl. E il sostegno della Confindustria di Emma Marcegaglia. Per il presidente degli industriali anche un messaggio affettuoso: «Lei non è altezzosa, come sono altri imprenditori che ti danno del lei con la erre moscia». Renato Brunetta evidentemente non è un imprenditore, ma Bonanni ha parole dure nei confronti del titolare della Funzione Pubblica: «Quando c'è un ministro che afferma "o si fa come dico io o mi dimetto" e minaccia addirittura le manette, non è solo un politico maleducato, il problema è anche sapere se si ha pudore o no». Puntuale la replica dello stesso Brunetta che contesta al leader Cisl di non conoscere i problemi del settore pubblico: «A Bonanni auguro di resistere meglio alle alte temperature stagionali e alla retorica congressuale. Ai suoi periodici e inconsulti assalti preferisco il consenso dei cittadini, degli impiegati e del mondo produttivo. Sarei felice se accettasse un pubblico confronto sui temi specifici».




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