L'AQUILA - Pronti a marciare su Roma. Uniti, senza bandiere di partito, sventolando il solo vessillo dei terremotati. «I pochi spiccioli che ci rimangono, spendiamoli per affittare i pullman e portiamo a Roma i cittadini aquilani e degli altri Comuni: sarà la prima volta che si parlerà di un corteo di terremotati e l'Italia saprà davvero che i fondi della ricostruzione esistono solo a chiacchiere» grida il capogruppo del Pd al Comune dell'Aquila, Pietro Di Stefano, interpretando lo stato d'animo di tutti. Richiama alla serenità di giudizio e alla calma, invece, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che ha un sospetto: «Non vorrei che il clima polemicamente acceso risentisse del momento elettorale, sarebbe davvero brutto». «Non giriamo attorno alle cose - replica il sindaco, Massimo Cialente -. Servono i soldi che, al momento, non ci sono. Il decreto è un guscio vuoto. Gli enti locali hanno visto azzerare le proprie entrate, dove prenderanno i soldi per andare avanti?». E così la protesta viaggia su quattro strade, ma tutte portano a Roma: c'è il malessere dei sindaci di Cagnano Amiterno, Capitignano, Montereale e Crognaleto, Comuni esclusi dal cratere; c'è chi si scaglia contro il decreto per la mancanza di soldi sulla zona franca e, in generale, su molti altri interventi; c'è Cialente che ricorda quanto sia centrale la questione delle case di proprietà: «Non si può limitare la ricostruzione ai soli residenti, bisogna dare il 100 per cento del danno in ogni caso»; c'è, infine, il problema della governance. Oggi, in una conferenza stampa, a cui parteciperanno parlamentari, Comuni e Provincia, sarà deciso cosa fare. «I sindaci di Cagnano Amiterno, Capitignano e Montereale hanno ragione da vendere - afferma Di Stefano -. È intollerabile l'atteggiamento assunto nei confronti dei tre Comuni dell'Alta Valle dell'Aterno che distano al massimo 25 chilometri dall'Aquila dove il terremoto si è fatto sentire più volte. I danni ci sono, eccome. Lì sopra è pieno di tendopoli della Protezione civile, non mi risulta che ciò accada a Torre dei Passeri, che è rientrato nell'ordinanza e che si trova a 100 chilometri dall'Aquila». «Subito dopo le elezioni, si farà giustizia e si capirà che sono dichiarazioni allarmistiche - spiega Chiodi -. I soldi stanziati nel decreto sono soldi veri. Esprimo solidarietà ai sindaci perché effettivamente ci sono alcune cose non contemplate nel decreto, ma i soldi ci sono e il 3 giugno, come risulta sulla Gazzetta ufficiale, partiranno le gare. Non sono preoccupato in questa fase e, se i soldi non dovessero bastare, ci sarà un rifinanziamento. Passate le Europee, "magicamente" tutto sarà chiarito. Smettiamo di inquinare le fonti, ci vuole grande unità, non manifestazioni, ma una posizione comune da rappresentare al Governo. Non bisogna dare l'impressione che sull'Aquila si giochino partite politiche in vista delle elezioni». «Parole, le risorse per le ristrutturazioni non ci sono e se non saranno inserite nel corso della discussione che inizierà domani alla Camera, le persone non rientreranno» chiosa la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane.