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Pescara, 26/04/2026
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Data: 26/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - Provincia e sindaci: subito 5 modifiche al decreto. «Pronti a mobilitarci» Incontro alla Villa comunale. La Pezzopane: risarcimenti anche per le seconde case

De Matteis: certezze sui soldi per avviare la ricostruzione

L'AQUILA. Alle spalle L'Aquila ferita, all'orizzonte la città che verrà. In mezzo un cammino fatto di battaglie, rivendicazioni, richiesta di maggiore attenzione. Provincia, tutti i Comuni del cratere (sono ben 37) e autorevoli rappresentanti della Regione hanno scelto un luogo simbolo, un polmone verde come la Villa comunale - pur con i suoi giardinetti inevitabilmente trascurati - per dare fiato alla mobilitazione al di là degli schieramenti partitici. La presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, motore dell'iniziativa, precisa subito che «l'appartenenza politica e le campagne elettorali non sono il nostro problema. Vogliamo riappropriarci del nostro territorio. Ne abbiamo tutto il diritto, per il bene della nostra gente».
«Abbiamo scelto un luogo simbolico», dichiara Stefania Pezzopane, «la villa comunale nei pressi del centro storico dell'Aquila. È lo spazio in cui tutti vogliono rientrare al più presto possibile. Tutte le iniziative istituzionali, di incontri, di mobilitazione che stiamo promuovendo hanno l'unico scopo di farci rientrare nelle nostre case, nei nostri spazi il più presto possibile. Vogliamo che siano apportati al decreto quei miglioramenti indispensabili per centrare il nostro obiettivo: la ricostruzione, che è la nostra unica missione».
LA PROTESTA. Sabato scorso si è svolto un importante incontro con i sindaci del cratere, il vicepresidente del consiglio regionale Giorgio De Matteis, il deputato Giovanni Lolli. «La nostra mobilitazione», spiega la Pezzopane, «è all'insegna di una proposta delle istituzioni alle istituzioni. Due messaggi: alla Camera il messaggio di voler essere ascoltati. Il presidente Gianfranco Fini, anche nella sua recente visita all'Aquila, ha dimostrato capacità di ascolto e grande rigore. E poi ci appelliamo al Governo e al sottosegretario Gianni Letta, sempre a noi molto vicino. Ci sono punti del decreto non ancora soddisfacenti. Ne cito uno: le risorse sono ancora insufficienti e soprattutto quelle per la ricostruzione dei centri storici e per gli enti locali. Dal 6 aprile sono interrotti i versamenti delle tasse locali. Immaginate cosa possa significare per un Comune. La Provincia, inoltre, perde 12 milioni di euro di mancati introiti. Insomma, un punto non può essere risolto con le ordinanze: i soldi. Quando avremo la certezza delle risorse discuteremo di tutto il resto».
IL DECRETO. Il sindaco Massimo Cialente è senza voce, ma non difetta di grinta. «Siamo preoccupati per il decreto», incalza, «perché ci sono stati cambiamenti all'ultimo minuto che ci fanno pensare o che il governo abbia voglia di tenerci sulla corda oppure l'ipotesi spaventosa che gli unici soldi siano quelli del "Gratta e vinci". Costruire solo le case dei residenti vorrebbe dire che la ricostruzione sarebbe una sorta di groviera perché molto resterebbe così com'è. Bertolaso applica un decreto del Parlamento e del governo. Come Comuni non ci stiamo a dover chiedere i soldi di volta in volta. Sulla zona franca, se ci sono tanti soldi, perché i 45 milioni all'anno sono diventati 45 per 4 anni? Chiediamo un immediato incontro con il governo alla presenza di Bertolaso e del presidente della Regione, Gianni Chiodi. Nessuno di noi fa campagna elettorale, non mi ricordavo neanche che ci fossero le elezioni. Nessuno si permetta di farci sentire in colpa per aver subìto il terremoto». Secondo De Matteis «il decreto è il punto di riferimento di tutte le ordinanze dei prossimi anni. Possono esserci anche altri decreti ma quello fondamentale è questo. Va bene la rapidità, ma così non va».

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