I lavori di ripristino della carreggiata franata con l'alluvione non hanno più carattere di "somma urgenza"
Com'era prevedibile, i tempi stretti dichiarati subito dopo il crollo della Teramo mare per il ripristino della carreggiata (si parlava di 50 giorni), alla luce degli ultimi eventi sono diventati mesi: «Ben quattro» a sentire chi si occupa del Procedimento per l'Anas, tempistica che suppergiù corrisponde alle previsioni formulate da altri tecnici. A spostare i termini sarebbe sopraggiunto il provvedimento che non rivestirebbe più il carattere di "somma urgenza" ma di sola "urgenza", un iter che inevitabilmente allungherà - e di molto - i mesi di lavoro necessari per terminare l'opera. Se non fosse stato accertato il declassamento, l'esecuzione dei lavori poteva essere affidata in forma diretta ad una o più imprese, snellendo il compito. Come già riscontrato nel recente week end di calura, lo "strozzamento" in quel tratto ha già causato interminabili code sulla superstrada, adagio questo che molto probabilmente si ripeterà lungo tutta la bella stagione. «Siamo in Abruzzo» dichiara sconcertato Silvio Amicucci della Fillea Cgil, «ringraziamo solo il destino che non c'è scappato il morto». Ora il sindacalista vuole fare chiarezza su un tratto di strada appena realizzato e già sbriciolato: Amicucci contesta «la validità del collaudo dell'opera ed il fatto che nessuno abbia rilevato qualche criticità». A dipanare la matassa è stato fissato in agenda un incontro entro qualche giorno tra le tre sigle sindacali teramane e i dirigenti Anas: in questa data si discuterà anche della ripresa dei lavori nel cantiere del Lotto zero, altro punto dolente della viabilità teramana. Nel frattempo, si è messa in sicurezza tutta la zona interessata dal crollo con micropali e tiranti, «un'opera provvisoria di protezione utile a ripristinare la sede stradale» dichiara Piero Isolani di "Geo Prospezioni", la ditta incaricata che ha svolto i primi lavori, tra cui anche indagini geologiche e geotecniche. Nel declassamento di urgenza dei lavori, l'Anas ha preferito seguire la via meno tortuosa e quindi più semplice, in pratica quella dell'affidamento indicendo gare d'appalto che richiedono però tempi istituzionalmente molto più lunghi (anche per evitare qualche lamentela), a dispetto di un iter molto più snello ed efficace. Per concludere, i tecnici dell'Anas e dell'amministrazione provinciale stanno monitorando i tratti di superstrada che costeggiano l'asta fluviale per verificare se esistono situazioni potenzialmente simili a quella dove è avvenuto il crollo e per evidenziare quindi eventuali altri punti di vulnerabilità.