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Data: 27/05/2009
Testata giornalistica: APCOM
Ferrovie. Uggè a Moretti: Sul trasporto merci politica fallimentare

L'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti "prosegue nella sua politica di colpevolizzazione dell'autotrasporto per nascondere il reale fallimento del trasporto merci su ferrovia". Ne prende atto Paolo Uggè, presidente della Federazione degli Autotrasportatori Italiani, in merito alle dichiarazioni fatte da Moretti a margine della conferenza sul corridoio ferroviario Rotterdam-Genova. "Se esiste una realtà che non può accusare altri settori dell'economia nazionale di aver ricevuto finanziamenti pubblici queste sono le Ferrovie dello Stato", aggiunge Uggè. "Nonostante le ingenti risorse ricevute - spiega Uggè - se le Ferrovie non sono state in grado di acquisire una quota significativa di mercato nel trasporto merci le ragioni possono solo essere ricercate nell'inefficienza di un impresa che non è in grado di garantire la puntualità dei treni, la messa a disposizione di locomotori con la potenza necessaria e l'impossibilità oggettiva, derivante dalla scarsa flessibilità, di poter assicurare le consegne in tempo reale sulla quale si regge la filiera della produzione". "L'amministratore delegato di Fs ha già sostenuto durante un'audizione al Senato questa ridicola tesi che ho provveduto a smentire con dati incontestabili", aggiunge Uggè. "Allora aveva dichiarato che i costi sostenuti dalle imprese italiane di trasporto sono tra i più contenuti di quelli a livello europeo, a causa gli 'aiuti' concessi dal governo italiano. I dati diffusi da organismi preposti del ministero delle Infrastrutture e Trasporti smentiscono però le tesi di Moretti", che "sceglie di sparare nel mucchio", per "non dover giustificare i tagli apportati al traffico merci, attraverso riduzioni e soppressioni". Se veramente si volesse favorire il trasporto ferroviario, conclude Uggè, "le Fs potrebbero unirsi alle associazioni dell'autotrasporto che da tempo chiedono, inascoltate, quei controlli mirati sui mezzi pesanti per far sì che le normative sulla sicurezza vengano rispettate, soprattutto quelle che riguardano i tempi di guida e di riposo e del sovraccarico. Ma probabilmente l'obiettivo è un altro: tentare di nascondere quelle pesanti lacune che senza gli ingenti aiuti pubblici le Ferrovie non sono in grado di eliminare".

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