Bassa istruzione, tra i 35 e 54 anni. È il «disoccupato medio»
Nel 2008 ha ripreso vigore la crescita della disoccupazione
ROMA. Redditi bassi, 2 milioni e mezzo di famiglie alle prese con la difficoltà di far fronte alle spese impreviste, come di arrivare alla fine del mese con dei soldi in tasca, ed un preoccupante identikit del «disoccupato medio». L'Istituto nazionale di statistica fa il punto sullo stato del portafogli degli italiani nel bel mezzo di una crisi economica.
Un crisi globale, certo. E così nelle 428 pagine del Rapporto annuale mette in evidenza problemi finanziari per una famiglia su cinque, con una percentuale del 6,3 che non riesce ad arrivare alla quarta settimana. Nel complesso, «la situazione del Paese nel 2008» è che il 22 per cento delle famiglie italiane è «economicamente vulnerabile», soprattutto nel Sud Italia, mentre il 41,5 si può definire «agiato».
L'Istat fa il proprio lavoro, snocciola dati e cifre, e conteggia 1 milione 330mila nuclei familiari (pari al 5,5 per cento) in crisi nel fronteggiare alcune spese.
Nel corso del 2007 la maggioranza di queste famiglie almeno una volta non ha potuto pagare cibo, vestiti, medicinali o visite sanitarie, spese per i mezzi di trasporto. «In difficoltà per le spese della vita quotidiana», come si legge nel Rapporto, le famiglie del Mezzogiorno, concentrate in Sicilia (12,3 per cento), Calabria (11,6) e Puglia (10,3).
A queste cifre l'analisi statistica aggiunge un altro milione e 500mila famiglie (pari al 6,3 per cento) che ai problemi di bilancio somma rischi di arretrati nel pagamento di affitto e bollette, limitazioni nella possibilità di riscaldare adeguatamente la casa e nella dotazione di beni durevoli. Nuovi poveri residenti in particolare in Campania (15,1 per cento) e Puglia (12,3), a fronte del Centro-Nord dove rappresentano meno del 5 per cento della popolazione di ciascuna regione.
Nessun disagio, o quasi, per dieci milioni di famiglie (pari al 41,5 per cento del totale) con redditi alti e medio-alti, più diffuse nel Nord, concentrate in Trentino-Alto Adige e Valle D'Aosta. Reddito medio infine, per 8 milioni e 800mila famiglie (il 36,3%) che vivono in condizioni di relativo benessere.
Il peso della crisi in Italia si fa sentire sul mercato del lavoro e determina la nascita di una nuova figura: il «disoccupato medio». Si tratta di un uomo tra i 35 ed i 54 anni d'età, residente al Centro-Nord, livello di istruzione non superiore alla licenza secondaria, che ha perso un lavoro da dipendente nell'industria. E infatti, nel 2008, la disoccupazione è tornata a crescere (dopo circa dieci anni di decremento) interessando in misura maggiore gli uomini. Un fenomeno che ha interessato in particolare il Centro e il Nord-Ovest, sebbene il Mezzogiorno si sia confermata l'area con la più alta concentrazione di disoccupati.
A completare il quadro della sofferenza economica è il reddito, specie se confrontato con il resto d'Europa. Perché l'Italia è uno dei Paesi con «la maggiore diffusione di situazioni di reddito relativamente basso: una persona su cinque è a rischio di vulnerabilità economica». Un rischio che corrono anche Regno Unito, Grecia, Spagna, Romania e Paesi baltici. A «rischio di vulnerabilità» invece, solo una persona su dieci nei Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Slovacchia e paesi scandinavi.