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Data: 27/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
I giudici: Mentana torni a Matrix. Per il Tribunale del lavoro deve essere reintegrato. Non si dimise, fu licenziato

ROMA. Enrico Mentana deve tornare a condurre Matrix. A deciderlo è stato ieri il Tribunale del lavoro di Roma accogliendo il ricorso presentato dal giornalista dopo il suo allontanamento da Mediaset. Il primo round della partita che, da febbraio scorso, contrappone l'ex direttore editoriale di Mediaset all'azienda si è dunque concluso a favore del primo. Mediaset ha comunque già annunciato di voler ricorrere contro la sentenza, che ha definito «sorprendente». «Attendiamo di conoscere nel dettaglio le motivazioni - è scritto in una nota dell'azienda - ma fin d'ora rendiamo noto che appelleremo questa decisione in tutte le sedi competenti».
Per il giudice del lavoro Guido Rosa l'allontanamento di Mentana va interpretato come un licenziamento e non come dimissioni da parte dl conduttore.
La vicenda prese avvio il 10 febbraio scorso quando, dopo la morte di Eluana Englaro, Enrico Mentana criticò al decisione dell'azienda di non modificare il palinsesto di Canale 5, lasciando che in prima serata continuasse ad andare in onda il Grande fratello. Da lì le decisione di dare le dimissioni, subito accettate dall'azienda.
In realtà nel suo ricorso al tribunale del lavoro, Mentana sostiene di essere stato dimissionato e illegittimamente licenziato, tesi condivisa dal giudice che oltre a decidere il reintegro del giornalista alla guida di Matrix, ha anche condannato Rti al risarcimento dei danni. «E' di tutta evidenza che Mentana è stato privato del suo lavoro dopo aver espresso il suo dissenso dalla linea editoriale in occasione del caso Englaro», ha spiegato l'avvocato Domenico D'Amati, che difende il giornalista. «Pur essendo necessario attendere le motivazione dell'azienda - ha proseguito il legale - si può affermare sin d'ora che il tribunale ha ravvisato l'esistenza di un licenziamento, mentre Rti sosteneva la tesi delle dimissioni, e ha applicato l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori».
La notizia della decisione presa dal giudice del lavoro non è stata commentata da Alessio Vinci, il giornalista chiamato a sostituire Mentana come conduttore del programma. «Non ho elementi per commentare. Quindi non ho nulla da dire», ha detto Vinci. «Sto lavorando, sono impegnato e non posso dire altro». Più loquace Emilio Fede. «Il parere? Bisognava parlarsi prima», dice il direttore del Tg4. «Se Mentana mi avesse chiesto consiglio gli avrei detto "confrontati con l'azienda", chiarisci e prosegui. E' chiaro che ora è un po' tardi». Diversi i toni usati da Massimo D'Alema. «Non commento mai le sentenze, ma non mi stupisce che Mediaset si sia resa responsabile di un comportamento lesivo dei diritti di un lavoratore».

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