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Data: 28/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - Il Premier torna all'Aquila. Sul decreto Berlusconi vuole convincere i sindaci. Ieri colloquio telefonico con Cialente: «Silvio mi ha detto che troveremo un'intesa»

Pronto un corteo di protesta sabato in centro storico

L'AQUILA. Ha annusato l'aria e ha capito che la mobilitazione anti-decreto di sindaci e Provincia non va sottovalutata. Così Silvio Berlusconi - che arriva all'Aquila domani per inaugurare del nuovo reparto di Nefrologia al San Salvatore - tenterà di convincerli sulla bontà del decreto.
Una telefonata tra il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente e il sottosegretario Gianni Letta ha fatto da apripista. Il cellulare è passato nelle mani del presidente del consiglio il quale ha rassicurato il primo cittadino dell'Aquila. Intanto, è in via di preparazione una protesta pacifica e simbolica per sabato. La presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, il vicepresidente del consiglio regionale, Giorgio De Matteis, e i sindaci potrebbero sfilare in fila indiana, dietro autorizzazione, per alcune strade del centro storico a simboleggiare il dissenso per il contenuto del decreto. La rottura è arrivata dopo il mancato chiarimento tra numerosi sindaci del cratere e il capo della protezione civile, Guido Bertolaso. «Stamani (ieri ndr) ho fatto una chiacchierata con il presidente Berlusconi», dichiara Cialente, «il quale mi ha tranquillizzato e rassicurato promettendomi che verrà all'Aquila per chiarire tutto quello che non va nel decreto legge e che noi abbiamo denunciato. Mi ha detto che troveremo l'intesa. Nel decreto devono essere calati gli impegni presi con noi dal presidente del Consiglio». Tra i 49 sindaci del cratere c'è anche chi va controcorrente, come quello di Villa Sant'Angelo, Pierluigi Biondi (centrodestra), che non parteciperà alla manifestazione «perché fiducioso nell'operato del governo».
«Ho troppo da pensare alla mia gente, devo dare risposte, non ho partiti politici durante il terremoto e non partecipo a proteste», sottolinea Biondi che ha dovuto seppellire 17 concittadini.
Secondo Cialente, «il problema sull'intesa tra sindaci e governo legata al Decreto legge sul terremoto non è Bertolaso. Nel Dl si devono rispettare gli impegni auspicando che con la visita di Berlusconi si possa trovare l'intesa ed evitare la manifestazione dei sindaci programmata per sabato. Le questioni sul tappeto sono il problema della prima casa anche ai non residenti, i fondi ai Comuni e per i beni vincolati, soprattutto del centro storico, e la zona franca. «Sul terremoto c'è la sfida Paese», dice, «l'Italia deve dimostrare cosa sa fare». Per Cialente va chiarita anche la strategia sul centro storico, in particolare sugli edifici con vincoli da parte delle Sovrintendenze: per questi interventi c'è bisogno di 3 miliardi. Tra i borghi dei comuni e, soprattutto il centro storico dell'Aquila, sono circa 1.900 gli edifici vincolati, che sono stati seriamente danneggiati dal terremoto».

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