PESCARA. Dopo Rosy Bindi, ecco un altro "big" della politica nazionale a dare man forte al candidato sindaco del centrosinistra, Marco Alessandrini. Lunedì, giorno di mercato, sarà in città il segretario nazionale del Partito democratico, Dario Franceschini. Con Alessandrini è prevista proprio una passeggiata tra le bancarelle di via Pepe, dalle 9,30 in poi. Sembra che l'esponente del Pd non ami le riunioni nei luoghi chiusi e preferisca il contatto diretto con la gente.
Ieri Alessandrini ha dedicato parte della sua giornata elettorale alle famiglie dell'Anffas, l'associazione che raccoglie i genitori di persone disabili, incontrate presso Villa Sabucchi. Ad accompagnarlo c'era anche il capogruppo uscente del Pd e candidato al consiglio comunale, Moreno Di Pietrantonio. Nel tardo pomeriggio, altro incontro con i residenti di via Tiburtina, una zona della città dove c'è ancora tanto da fare.
Intanto il vice sindaco Camillo D'Angelo è intervenuto dopo le esternazioni del suo ex assessore al Turismo Simona Di Carlo, candidata ora con la lista del centrodestra Alleanza per Pescara: «La Di Carlo parla di problemi in giunta, ebbene quando ve ne sono stati, ciò è avvenuto sempre quando lei era presente». E ancora: «La Di Carlo ha dimostrato spesso insofferenza, incapacità di mediazione, arroganza nei modi, superficialità nelle scelte. L'unico ricordo della sua attività di assessore al Turismo è legato al suo voler ospitare due concerti, da tenersi nel mese di luglio presso il rinnovato stadio Adriatico, oggetto come noto a tutti di un importante intervento di riqualificazione di 13 milioni di euro in vista dei Giochi del Mediterraneo, il tutto senza preoccuparsi minimamente di tutelare l'impianto da atti di vandalismo o danni di alcun tipo. In appena un anno da assessore non ha fatto produrre neppure una cartina, un pieghevole, una brochure su Pescara, insomma nulla».
Antonella Allegrino, candidata del centrosinistra alla presidenza della Provincia, ha affrontato ieri al "Don Orione" ben altri problemi: «Le difficoltà economiche e finanziarie legate al taglio dei finanziamenti regionali nel settore della sanità, rischiano di affossare il progetto di realizzare un padiglione destinato a disabili gravi di età adulta che non hanno famiglie su cui contare». Questo il grido di allarme lanciato dall'istituto di riabilitazione di via Raiale «che da 37 anni» ha ricordato «assiste ogni giorno 500 persone con patologie fisiche, psichiche e sensoriali».
Come ha spiegato il direttore del centro, Massimo D'Angelo, «a causa dei tagli regionali siamo stati costretti a mettere in mobilità 58 dei 150 operatori che lavorano nella struttura. Ora ad accrescere le nostre preoccupazioni è anche l'ipotesi di non poter ristrutturare un'ala dell'istituto, dove sarebbe dovuta sorgere una residenza sanitaria a tempo pieno per 15 disabili adulti privi, per varie ragioni, di famiglie e sostentamento». Alla direzione del "Don Orione" la Allegrino ha spiegato che si farà promotrice di un «cartello» di enti e associazioni che possano partecipare alla realizzazione della struttura, il cui costo stimato è di 500 mila euro.