L'AQUILA - Il premier torna per la dodicesima volta all'Aquila e ritrova una città in fibrillazione, esausta ma non vinta, disposta ad ascoltare, anche se le promesse non bastano più. Il ritorno di Silvio Berlusconi, quindi, non sarà una passeggiata perché dovrà dare risposte concrete ai sindaci del cratere sismico che chiedono di "vedere" i soldi nel decreto; perché dovrà "mostrare" i finanziamenti per i centri storici, a partire da quello del capoluogo, per disinnescare la bomba di una manifestazione, organizzata dall'associazione "L'Aquila: un centro storico da salvare" e guidata da Massimo Cialente, che domani, alle 10.30, "violerà" la zona rossa per sfilare in fila indiana e con caschi in viale Gran Sasso e alla Fontana Luminosa; perchè dovrà assumere impegni precisi su seconde case, ristrutturazioni, ricostruzione, casette prefabbricate, affitti, scuole, insomma su tutto ciò che è stato promesso, ma che agli aquilani non sembra più così certo e scontato "guardando" il decreto approvato in Senato. Non basta Guido Bertolaso a rabbonirli e, quindi, scende di nuovo in campo il presidente del Consiglio che, da queste parti, era ripartito accompagnato da un grido di speranza: «Solo tu puoi salvarci» e che, adesso, deve ripagare tanta fiducia. Non basterà a Berlusconi inaugurare alle 13 l'area ristrutturata e messa in sicurezza sismica dell'ospedale San Salvatore. Ieri sera sono terminati i lavori di pulizia e sterilizzazione. «Abbiamo preferito anticipare l'inaugurazione - spiega il direttore generale Roberto Marzetti -, affinché il 1° giugno tutte le attività possano riprendere senza essere distratti da cerimonie e mass media. Riaprire l'ospedale è un segno importante per la città e per tutti noi: sono passati neanche due mesi e la città ha di nuovo l'ospedale». Entro la fine di giugno, la Asl dell'Aquila sarà dotata di 247 posti letto, 5 sale chirurgiche, 1 sala endoscopica, 1 sala parto, 6 posti letto di terapia intensiva, 4 di sub-intensiva, tutta l'attività di Diagnostica per Immagini, compresa la Radioterapia, la Neuroradiologia interventistica ed emodinamica. Le attività ambulatoriali, come pure la dialisi, saranno garantite dalle attuali strutture mobili in attesa del recupero degli edifici in cui erano precedentemente localizzate.
Non basterà a Berlusconi ribadire: «Riapriremo fino al 65% dell'ospedale», come ha fatto ieri nel corso del suo intervento all'assemblea nazionale della Confesercenti e non basterà rilanciare lo spot: «Abbiamo proposto alle persone che sono ancora nelle tende di fare delle vacanze al mare perché vogliamo che nessuno di loro si trovi nelle tende in estate». Non basterà, infine, confermare che «il 15 settembre verranno consegnate case per 3 mila cittadini, mentre confidiamo di consegnare le case alle ultime persone entro novembre e quindi anticipando l'arrivo del freddo» perché i sindaci, ieri sera, nella conferenza provinciale per la ricostruzione, hanno annunciato una manifestazione di protesta "pacifica" per mercoledì prossimo alla Villa Comunale. Un'assemblea aperta per ribadire la loro contrarietà ad alcuni aspetti del decreto. Tra questi, chiarezza sulla ristrutturazione delle seconde case e delle abitazioni dei non residenti, centro storico, zona franca, fondi per la ripresa delle aziende. «È impossibile - hanno detto Giovanni Lolli e Massimo Cialente - gestire una situazione del genere senza tagli o senza imporre nuove tasse agli italiani».