Iscriviti OnLine
 

Pescara, 28/04/2026
Visitatore n. 753.513



Data: 30/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Troppe economie, sicurezza a rischio» Parla Emanuele Fernicola della Filt Cgil che aggiunge: equipaggio perfetto

NAPOLI. «Ogni rotta è a rischio se non si fanno controlli dovuti e gli investimenti in sicurezza. Quali? Sugli equipaggi innanzitutto, che sono ridotti all'osso. E poi sulla manutenzione delle navi, su cui le società tendono a risparmiare. Eppure su tutte le navi del mondo c'è una scritta che recita: "safety first", la sicurezza prima di tutto». A dirlo è Emanuele Fernicola, responsabile trasporti marittimi della Filt Cgil Campania.
Non è la prima volta che sulla rotta Napoli-Palermo si registra un incidente...
«Non è un rotta particolare, gli incidenti succedono in genere. E' una rotta molto nota e pubblicizzata, si conoscono gli incidenti che succedono sulla Napoli-Palermo non quelli che succedono sulle altre rotte. Quello di ieri è un incidente "spettacolarizzabile" perché ci sono passeggeri, invece su una tratta containers nessuno lo viene a sapere».
Che cosa si aspetta i sindacato su questo?
«Confidiamo intanto nell'operato dell'autorità giudiziaria, che sia il più rapido possibile. Però c'è una cosa che a noi come sindacato preme dire: le operazioni di evacuazione della nave ieri sono state condotte dall'equipaggio con maestria. A noi non risultano incidenti nel corso delle operazioni, le lance sono state messe a mare, le donne, poi i bambini, gli uomini, tutte le procedure sono state rispettate. E soprattutto, l'equipaggio della nave dopo avere trasbordato i passeggeri, per diverse ore è rimasto a bordo nel tentativo di salvare la nave combattendo contro l'incendio».
In casi come questi, qual è la prima cosa da fare?
«Guardi, sulla nave si è creata una ressa e la ressa è stata gestita come doveva essere gestita. Noi siamo grati all'equipaggio che riteniamo quasi eroico. Là c'erano 500 persone a bordo e 35 uomini di equipaggio che sono riusciti a gestire una situazione di emergenza senza morti e feriti gravi, ma che poteva diventare tragedia. Quella è gente pagata per condurre la nave e non per evacuare».
La sicurezza in Italia è sempre garantita?
«La sicurezza è un problema storico, nel momento in cui aumentano i traffici marittimi, il numero di controlli non è in linea con l'aumento dei traffici. Occorrono più controlli e sanzioni. L'economia marittima, crisi a parte, cresce dell'8-9 per cento l'anno: chiediamo che il numero delle ispezioni e del personale cresca con il traffico».
Nel nostro Paese si investe in sicurezza?
«Non quanto si dovrebbe. Ci sono alcuni comparti come quello del cabotaggio nazionale dove c'è una cannibalizzazione del mercato e dove i controlli da parte dell'autorità preposte, penso alle capitanerie di porto, non sono abbastanza efficaci, soprattutto in materia di orari di lavoro». (f.f.)

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it