TERAMO. È scontro senza esclusione di colpi sulle candidature in Provincia. Se l'Udc giuliese accusa il presidente uscente Ernino D'Agostino di non essere ricandidabile perché amministratore unico dell'Agena, agenzia per l'energia e l'ambiente controllata dall'amministrazione provinciale, il candidato del centrosinistra ribalta la contestazione e punta il dito contro il commissario del partito. «Alfonso Di Sabatino è ineleggibile», contrattacca. D'Agostino definisce «una gaffe clamorosa» l'uscita dell'Udc nei suoi confronti. «È frutto d'ignoranza o di malafede», sbotta, «lo statuto della Provincia stablisce espressamente che il presidente sia anche amministratore unico dell'Agena». In ogni caso, «al momento della candidatura», afferma D'Agostino, «mi sono dimesso da tutte le cariche nelle società partecipate, per le quali non ho percepito neppure un euro d'indennità».
Il caso d'ineleggibilità «conclamata» sarebbe quello di Alfonso Di Sabatino, candidato dell'Udc alle provinciali nel collegio Teramo 1. «Tuttora è revisore dei conti in Provincia», rivela il presidente uscente, «e per candidarsi avrebbe dovuto dimettersi trenta giorni prima della presentazione delle liste».
La gaffe dei centristi rivela, a detta di D'Agostino, il pressappochismo del centrodestra. «Non sarebbero neppure capaci di amministrare un condominio», insiste il candidato, che se la prende anche con il suo avversario del Pdl Valter Catarra, sindaco di Notaresco. «Si presenta come amministratore credibile», afferma, «ma il suo Comune è l'unico in provincia che non ha ancora approvato il bilancio di previsione».
Il presidente uscente, affiancato dal suo vice Giulio Sottanelli, presenta i risultati di cinque anni di amministrazione. «La spesa corrente è scesa di oltre due milioni di euro», dice, «abbiamo ridotto i costi di gestione della macchina amministrativa». È la risposta all'accusa, mossa da Catarra, di aver riempito gli uffici d'impiegati azzerando gli operai. «Abbiamo fatto un solo concorso per sei terminalisti», spiega, «le altre assunzioni rientrano nelle categorie protette e tra i precari che abbiamo stabilizzato. Anche i quattro dirigenti presi nei mesi scorsi avevano già contratti a termine».
Gli investimenti sono cresciuti da 13 a 67 milioni di euro da utilizzare per grandi opere come la San Nicolò-Garrufo, di cui il tratto fino a Sant'Onofrio ha appena ottenuto il parere favorevole della Regione per la valutazione d'impatto ambientale.
Comune. Il clima è rovente anche nelle elezioni per il Comune. Il candidato sindaco del centrosinistra Paolo Albi, giovedì in piazza Martiri, durante il comizio di presentazione del programma, non ha risparmiato bordate al presidente della Banca di Teramo ed ex parlamentare Antonio Tancredi. «È il padrone del Pdl», ha scandito dal palco tra gli applausi dei suoi sostenitori, «in una visione di città che si tramanda il potere di padre in figlio e poi ancora in figlio». Per l'aspirante primo citadino la politica del centrodestra teramano è caratterizzata dal «carrierismo smodato» di cui sarebbe espressione anche il presidente della Regione Gianni Chiodi. «È la velina di Berlusconi», ha concluso Albi, «non un atto è stato compiuto per la città, tranne la sistemazione dei propri cari».