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Pescara, 26/04/2026
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Data: 30/05/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso le elezioni - Lavoro e sanità riavvicinano la sinistra. In campo Turco e Ferrero, il solco tra Pd e Rifondazione è sulla questione morale

Parlano la stessa lingua, ma la differenza è in qualche accento tuttavia decisivo per segnare una profonda differenza ed impedire un'alleanza che avrebbe potuto configurare uno scenario ben diverso nella sfida contro il centrodestra. Rifondazione comunista e Pd hanno parlato ieri a Pescara (e non solo) con la voce di due ex ministri del governo Prodi, Paolo Ferrero e Livia Turco.
Sociale, lavoro, sanità pubblica i temi di larga convergenza. Ma sulla questione morale e sulla gestione della cosa pubblica ci sono distinguo pesanti: non può che essere così in una Regione e in un capoluogo adriatico le cui giunte sono state spazzate via da un doppio ciclone giudiziario, anzi triplo con Montesilvano.
«Non ci stiamo alla politica dei comitati d'affari, quel modo di fare non ci appartiene e per questo abbiamo scelto di distinguerci con una nostra collocazione politica» dice Ferrero segnando un solco di demarcazione. A Pescara come in Europa. «Cerchiamo un voto per rafforzare l'opposizione a sinistra e riteniamo che non sia utile dare il voto a partiti che in Europa, pur appartenendo a gruppi diversi, votano nove volte su dieci allo stesso modo del centrodestra». Se a Pescara il candidato sindaco Maurizio Acerbo prende le distanze dalla lobby dei Cda (Aca, Ato, Attiva e via dicendo) «che aumentano le tasse per pagare gli stipendi ai consiglieri di amministrazione», Ferrero punta sulla tutela dei lavoratori chiedendo di uscire dalle logiche liberiste che uccidono il salario. «Dopo il mercato unico e la moneta unica, in Europa occorre fare qualcosa per i lavoratori - attacca il segretario del partito -. Chiediamo un sistema fiscale europeo, più diritti sociali e salario unico. Le aziende italiane delocalizzano e questo determina salari più bassi con una concorrenza al ribasso pazzesca».
Guardando a Comune e Provincia, la separazione dal centrosinistra non spaventa Rifondazione. Quanto all'ipotesi di ballottaggio, Ferrero è cauto: «Chiederemo o proporremo appoggio sulla base del programma, ma ci penseremo al momento debito: il nostro obiettivo al primo turno è di rafforzarci, poi si vedrà».
Livia Turco ha rimesso piede in Abruzzo con sofferenza, «questo territorio mi ha fatto vivere vicende pesanti», delusa da chi alla guida della Regione non ha saputo dare attuazione al piano sanitario disegnato da lei, che all'epoca era ministro della sanità, per un rientro del pesante debito pubblico salvando il salvabile in termini di qualità: «Più assistenza domiciliare e meno privato» era la linea guida, «e così dovrà essere, non c'è via d'uscita» ha ribattuto. E invece proprio lo scandalo sanità ha travolto Del Turco e soci, e questo lei proprio non l'ha digerito. Cambiare pagina però si può, anzi si deve: «Occorre ripartire dalla gente, saperla ascoltare: vado ai mercati e so che il lavoro e la sistemazione dei figli sono in cima ai problemi delle famiglie, insoddisfatte dalla politica spot del Governo con le social card. A Pescara Marco Alessandrini è una bella figura per ripartire, candidarlo a sindaco è stata la scelta migliore» assicura l'onorevole del Pd, che ieri al Parco della Pace ha conosciuto Antonella Allegrino, candidata alla presidenza della Provincia, «imprenditrice impegnata nel volontariato, bellissimo!». Al fianco della Turco, Marinella Sclocco: «Marinella è brava, ha scoperto tagli terribili della giunta regionale ai fondi per il sociale» dice l'ex ministro. Marinella tira fuori un foglio e attacca: «La Protezione sociale passa dagli oltre 20 milioni del 2008 a soli 4 milioni e 860mila euro nel 2009: sostegni alle famiglie, contributi ad associazioni di ciechi, sordomuti e invalidi, interventi a sostegno della scuola a domicilio e trasporti per disabili: la mannaia ha colpito impietosa, presto vedremo le dolorose conseguenze».


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