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Data: 31/05/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Rinnovi contrattuali, parte il nuovo indice Ipca. Per il 2009 lo strumento elaborato dall'Isae prevede un'inflazione dell'1,5%

ROMA Quest'anno i prezzi al consumo, esclusi quelli dei prodotti energetici importati, aumenteranno dell'1,5 per cento. Nel 2010 dell'1,8 per cento. La previsione è dell'Isae, l'istituto di studi e analisi economica (un centro di ricerca pubblico, ma indipendente), che ha presentato ieri il nuovo "Ipca previsionale", dove Ipca sta per "Indice dei prezzi al consumo armonizzato" e "previsionale" indica che si tratta di una stima per il futuro, piuttosto che di una misurazione del recente passato. L'indice è stato messo a punto dall'Isae a seguito tra l'accordo tra le parti sociali dello scorso 22 gennaio e possiede un'altra particolarità: esclude dalla previsione della dinamica inflattiva i prezzi dei beni energetici importati. Non dovrebbe quindi essere condizionato da un brusco rialzo delle quotazioni petrolifere, come quello che c'è stato tra il 2007 e il 2008. Il paniere è simile a quello dell'Ipca "storico", l'indice usato a livello europeo.
Ma la vera novità sta forse nell'uso che di questo strumento si farà: proprio in base all'intesa sulla contrattazione (firmata dalle associazioni imprenditoriali e dai sindacati, con l'eccezione della Cgil), l'Ipca previsionale sostituirà l'inflazione programmata come punto di riferimento per la determinazione degli aumenti salariali, in occasione del rinnovo dei contratti.
La differenza tra i due indicatori è rilevante. Il concetto di inflazione programmata era nato per chiudere l'era della scala mobile, cioè dell'adeguamento automatico degli stipendi all'incremento dei prezzi rilevato. L'inflazione programmatica, fissata dal governo, rappresentava un obiettivo politico ed era normalmente un po' sottostimata rispetto a quella effettiva, con la finalità di evitare la pericolosa rincorsa tra prezzi e salari, e quindi di tenere sotto controllo lo stesso andamento dei prezzi.
L'indice previsionale dovrebbe invece permettere di avvicinarsi in misura maggiore alla realtà, pur senza tornare al vecchio sistema della scala mobile. I valori stimati per il prossimo quadriennio sono comunque piuttosto contenuti specialmente nel breve periodo, in linea con le stime internazionali: 1,5 quest'anno, 1,8 il prossimo, 2,2 nel 2011 e 1,9 nel 2012.
La presentazione del nuovo indice è stato salutata con soddisfazione da Ugl e Cisl, con i rispettivi leader Polverini e Bonanni. Entrambi sottolineano l'attendibilità del nuovo strumento, che a loro avviso permetterà di ottenere rinnovi contrattuali più vicini all'andamento effettivo dei prezzi.





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