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Pescara, 28/04/2026
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Data: 31/05/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
TERREMOTO IN ABRUZZO - «In crociera? Berlusconi, è meglio se ci dai i soldi». La vacanza nel Mediterraneo offerta dal premier suscita ironia e irritazione tra gli ospiti di Collemaggio

L'AQUILA - Ormai sono una grande famiglia: non condividono solo i pasti e i bagni, ma anche le piccole gioie e i grandi dolori di un quotidiano sempre uguale eppure così diverso. Una quotidianità che va avanti per inerzia, ma guai a interromperla. Quell'equilibrio guadagnato faticosamente dopo il terremoto nel mircrocosmo delle tendepoli va difeso con le unghie e con i denti.
Andare in crociera a spese dello Stato come promesso dal premier Silvio Berlusconi? Neanche per sogno. Spostarsi in un'altra tendopoli per consentire il passaggio del corteo della Perdonanza? Non se ne parla nemmeno. I 400 sfollati del campo di Collemaggio non vogliono muoversi. Vogliono stare lì per vigilare e partecipare alla ricostruzione della loro città. «Non ho bisogno di essere narcotizzato -commenta Dino Nardecchia, ospite del campo- Lavoro per 14 ore al giorno e voglio continuare a lavorare sodo per ricostruire la mia casa e vedere cosa succede. Non ho intenzione di abbassare la guardia».
«Non ci interessa la crociera perché è sul Mediterraneo -scherzano due suore- Noi volevamo andare alle Maldive». E ancora: «Sarebbe bello organizzare una mega crociera per tutti gli sfollati, tutti insieme in una di quelle grandi navi, magari insieme a Silvio - aggiunge ironico Graziano Celestini- Scherzi a parte abbiamo cose più importanti a cui pensare. Per andare in vacanza bisogna essere sereni». «I soldi della crociera? Può versarli sul mio conto corrente -grida un'anziana signora- Se vuole posso dargli l'Iban».
Insomma, l'idea della crociera non ha convinto gli ospiti della tendopoli di Collemaggio, che ieri erano particolarmente adirati anche per la proposta lanciata dal soprintendente Maurizio Galletti di delocalizzare la tendopoli per consentire il passaggio del corteo della Perdonanza. Ieri c'è stata un'assemblea straordinaria dei 400 ospiti che sembrano orientati a organizzare un sit-in contro la decisione. «La Perdonanza è la festa degli umili -spiega Simone Desideri- e non comprendiamo perché debba essere smantellata la nostra tendopoli. Il corteo potrebbe avere un percorso alternativo al di fuori del campo». «Avevamo capito che c'era qualcosa di strano -aggiunge un'altra ospite- Non ci hanno dato il breccione da mettere sotto le tende perché non volevano rovinare il prato dinanzi alla basilica».



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