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Data: 31/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - Mille in fuga dalle tende. Crescono i disagi, preferiti alberghi e case sfitte. Allagamenti nella notte, riaccese le stufe.

Contestate le regole per la distribuzione di caffè e alcolici

L'AQUILA. Temporali, freddo, caldo. Allagamenti, stufe riaccese di notte, condizionatori che continuano a mancare o che non possono entrare in funzione perché non ci sono le prolunghe. Un concentrato di disagi, sofferenza e intoppi continua ad abbattersi sulle tendopoli. I problemi più volte portati alla luce dal Centro sono ora avvalorati dai numeri: dall'8 maggio, 1050 sfollati hanno lasciato le case di tela e hanno preferito raggiungere gli alberghi della costa o le abitazioni Ma nei centri d'accoglienza restano oltre 26mila senzacasa.
CASO PIAZZA D'ARMI. Nella più affollata tendopoli della provincia la Protezione civile dell'Emilia Romagna, d'intesa con la prefettura dell'Aquila, sta predisponendo un piano per ridurre il numero di ospiti. Su base volontaria, quanti vorranno potranno lasciare le tende e andare in hotel o case sfitte. Si conta di portare il numero dei senzacasa da 1200 a 800. Questo perché a piazza d'Armi si sono registrati diversi episodi di intolleranza e violenza.
REGOLE CONTESTATE. Assembramenti vietati nella tendopoli del Globo. «Volevamo fare un'assemblea per discutere di alcuni problemi», racconta Alessandro Tettamanti, «i responsabili del campo ci hanno detto che non si poteva. Si vogliono evitare le polemiche?». A piazza d'Armi e in altre tendopoli cittadine, invece, è apparso un regolamento che vieta la distribuzione di bevande alcoliche o contenenti caffeina. Dopo le proteste degli accampati, è stato deciso di usare il buon senso. No agli eccessi, sì alla colazione col caffé o al bicchiere di vino ai pasti.
«NO AL TRASLOCO». Gli sfollati di Collemaggio esprimono preoccupazione per il possibile trasferimento della tendopoli in vista del restauro della basilica e dello svolgimento della Perdonanza celestiniana. Ieri sera si sono incontrati. Alla fine hanno diffuso una nota, indirizzata a Maurizio Galletti, soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici per l'Abruzzo. «Con quale titolo si può disporre delle persone e delle loro cose», dichiara una delle portavoci del Comitato, «intendiamo comunicare che non siamo disposti ad essere allontanati dagli attuali alloggi per subire un ulteriore esodo. Un trasferimento creerebbe disagi soprattutto in considerazione del fatto che la tendopoli è abitata anche da anziani, bambini e disabili». La Croce rossa, che gestisce il campo d'accoglienza, ha però escluso provvedimenti in tal senso. Almeno per ora.
LA PIOGGIA. L'altra notte un temporale si è abbattuto in più zone dell'Aquilano. Diversi gli allagamenti registrati e notte insonne per molti, alle prese anche con la paura di nuove scosse (vedi servizio nell'altra pagina). Le temperature, poi, sono scese bruscamente. «Siamo stati costretti a riaccendere le stufe», sottolinea Carlo Pellegrini di Roio, «non dimenticateci e scrivete che ci sono problemi anche qui, dove abbiamo tre tendopoli e settecento sfollati. Per esempio, sembra che vogliano costruire le casette solo a Roio Piano, escludendo Roio Poggio. Non resteremo a guardare».
E IL CALDO. Nelle ore centrali della giornata le temperature restano elevate, anche se negli ultimi giorni la situazione è decisamente migliorata. Si aspettano però i condizionatori in 872 tende. La Protezione civile ne ha distribuiti 4730, anche negli uffici, in ospedale e nei presidi medici avanzati. Altri 165 di maggiore potenza sono stati consegnati nelle "tende sociali" e 150 saranno distribuiti nei seggi elettorali in vista delle elezioni europee. E' prevista anche una scorta di 120 climatizzatori, attualmente ferma nel Centro smistamento merci ad Avezzano.
NIENTE PROLUNGHE. Sembrerà banale. Ma in alcuni campi non ci sono le prolunghe per poter mettere in funzione i condizionatori. Un problema segnalato da più lettori del Centro: «Li abbiamo richiesti due giorni fa e siamo ancora in attesa».
I NUMERI. Attualmente nei centri di accoglienza si trovano 26.077 sfollati. Più di seimila in meno rispetto a tre settimane fa. Un migliaio ha preferito trasferirsi negli alberghi della costa (ben 987 in più nella sola provincia di Teramo), tanti altri sono tornati nelle abitazioni. Ritorno reso possibile soprattutto in alcuni paesi dell'Aquilano. Rispetto ai dati dell'8 maggio, la Protezione civile conta otto tendopoli in meno.
LA LUCE E LO SVAGO. Ha sollevato un polverone la presa di posizione di alcuni anziani ospiti della tendopoli di Civitatomassa, che hanno lamentato lo spegnimento della luce alle 22.45. «Così non possiamo più giocare a carte», avevano denunciato. Replica alle polemiche il responsabile del campo, Massimiliano De Simone: «Le disposizioni impartite sono dovute all'esiguo numero di volontari a mia disposizione, sei, che attendono alle necessità delle 311 persone ospiti del campo. Poiché il campo dispone di un tendone polivalente che durante il giorno ospita 87 scolari, i volontari devono pulirlo dopo la cena. La luce del solo tendone polivalente viene spenta dalle 23, da domenica a giovedì, mentre venerdì e sabato lo spegnimento è previsto a mezzanotte. Si consiglia a tutti coloro che desiderano dilettarsi nel gioco delle carte», conclude De Simone, «di recarsi presso i locali della zona che svolgono le attività da loro richieste poiché agibili».
L'IGIENE. Dopo i ripetuti casi di gastroenterite, il Dipartimento di prevenzione della Asl dell'Aquila, diretto da Giuseppe Matricardi, ha avviato una campagna di sensibilizzazione nelle tendopoli. «E' bene seguire semplici ma importanti regole igieniche», avverte Matricardi, «da quando è stata avviata la campagna i casi di gastroenterite sono decisamente diminuiti. Gli infermieri stanno facendo anche attività educativa per invitare gli ospiti a una corretta idratazione. Adesso stiamo cercando di riorganizzare un adeguato servizio per combattere il randagismo».

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