TERAMO. Un settore in crisi, un tempo volano dell'economia locale e che oggi registra sempre meno addetti: il tessile-abbigliamento negli ultimi 18 anni ha perso infatti il 50% della forza lavoro, circa 10mila persone, soprattutto in Val Vibrata, negli anni '80 distretto d'oro. Proprio di queste problematiche e del futuro del sistema si è discusso ieri in un convegno alla Camera di commercio promosso dalla Cgil, che ha presentato uno studio nazionale sulle politiche di sviluppo dell'industria della moda. Lo studio cerca di ricostruire le dinamiche del settore per individuare gli spazi di crescita per le imprese e le strategie per aumentare la loro competitività.
A confrontarsi sul tema e, in particolare, sulla necessità di innovare il sistema dei distretti e dei consorzi industriali sono stati invitati una platea di esperti, dai dirigenti delle associazioni imprenditoriali ai vertici di Cgil e delle istituzioni. A presiedere il dibattito è stato infatti Fulvio Ciuccarelli della Filtea Cgil nazionale, e sempre del sindacato, sono intervenuti il segretario provinciale Giampaolo Di Odoardo, Giampaolo Matti, segretario nazionale della Filtea, Gianni Di Cesare, segretario regionale, e Susanna Camusso della segreteria nazionale. C'erano poi, come rappresentanza istituzionale, il prefetto Francesco Camerino, Alfredo Castiglione, vice presidente della Regione, Gloriano Lanciotti della Camera di commercio e Maurizio Vaccaro, vice direttore generale dell'Anci. Tra i dirigenti c'erano invece Amarildo Arzuffi, direttore area formazione di Fondimpresa, Carlo Mascellani, responsabile area relazioni industriali Smi, e Francesco Pellati, consigliere Aimpes.