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Data: 01/06/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - «Ora vogliamo i fatti» I sindaci chiedono al premier certezze sui fondi

Rocca di Mezzo, Festa del narciso rovinata dalla pioggia, ma simbolo della ricostruzione

ROCCA DI MEZZO. Una specie di nubifragio rovina la festa del Narciso, ma non ferma il messaggio simbolico lanciato ieri dalla terra dei fiori. Un puzzle di otto carri a rappresentare la rinascita della città dell'Aquila. Imperterriti, di fronte ai rigori della natura, i sindaci e le altre istituzioni locali rilanciano le loro richieste: certezze sui fondi per la ricostruzione. Ci sono l'onorevole Giovanni Lolli, la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, il sindaco Massimo Cialente, il collega di casa, Emilio Nusca, e molti altri primi cittadini. Depositata una corona d'alloro alle vittime del terremoto.
Il momento solenne è coordinato dal capitano dei carabinieri, Michele Borrelli. Non c'erano il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e il presidente della Regione, Gianni Chiodi. Sindaci di ogni colore politico guardano con cauto ottimismo alle parole di Berlusconi, alle sue concessioni sul decreto Abruzzo, alle aperture auspicate e gradite, ma ritenute insufficienti. La Conferenza permanente per la ricostruzione rilancia con la manifestazione di mercoledì alle 16.30 alla Villa comunale dell'Aquila.
I SINDACI. L'affiatamento tra i sindaci dei Comuni del «cratere» non manca. Sul decreto Abruzzo e sulle promesse di modifica da parte del premier Silvio Berlusconi, il primo cittadino di Ovindoli, Pino Angelosante (centrodestra), dichiara di avere «profondo rispetto per le istituzioni. Se Berlusconi ha assicurato le modifiche sono pronto a credergli fino a prova contraria. Aspetto i fatti». Sulla trasversalità del movimento dei sindaci, supportato dalla Provincia, dai vicepresidenti del consiglio regionale, Giorgio De Matteis e Giovanni D'Amico Angelosante rivolge un appello a tutte le istituzioni «a non strumentalizzare politicamente la mobilitazione». Rassicurazioni in questo senso arrivano dai colleghi, come Sandro Ciacchi di Goriano Sicoli (centrodestra): «I sindaci in questa fase si stanno muovendo a difesa delle esigenze dei cittadini. Il governo ha accolto gran parte delle nostre richieste, vederemo. La manifestazione di mercoledì? Se con motivazioni condivisibili parteciperò». Americo Di Benedetto (Acciano) di centrosinistra: «Aspettiamo fiduciosi il responso della Camera dei deputati. Come sindaci siamo uniti a prescindere dal nostro colore politico. Vogliamo solo che vengano accolte le nostre proposte, ormai riferimento per gli emendamenti. Ci interessano, per esempio, seconde case e zona franca». Per Antonio Tarquini (centrosinistra), sindaco di Tornimparte, l'imperativo è «vigilare sui fondi per la ricostruzione che devono essere certi, altrimenti siamo pronti ad azioni eclatanti se le promesse non si avvereranno». Il collega di Campotosto, Bruno D'Alessio (lista civica) si dice «incoraggiato dalle promesse di Berlusconi», ma allo stesso tempo invita a «vigilare affinché si realizzi la ricostruzione dell'Aquila e dei paesi del territorio».
LA FESTA. «È la prima volta in 60 anni di storia che la festa del narciso viene colpita da un temporale così violento e prolungato», dichiara il sindaco di Rocca di Mezzo, Emilio Nusca, «siamo stati costretti a ridurre l'evento. In ogni caso, d'intesa con il sindaco Massimo Cialente, la rappresentazione sarà riproposta tra qualche giorno. all'Aquila al campo Centi Colella». Ieri otto carri rappresentanti altrettante porte aquilane - Leone, Napoli, Castello, Bazzano, Rivera, Romana, Paganica e Branconio - si sono ricomposti in piazza senza le comparse. Stoici i comici Lelo Arena e Claudio Di Palma che hanno letto alcuni brani sotto la pioggia. Il programma prevedeva una messa in scena molto suggestiva che partiva da un rito della civiltà indiana secondo cui il terremoto si genera dalle tartarughe che si muovono sotto la terra e generano le faglie. Poi le tartarughe si ricomponevano a significare la rinascita dell'Aquila raffigurata dalle chiese delle Anime sante e di San Berardino, delle 99 Cannelle, dal castello e dalla Torre civica. Ricordate due ragazze di Onna, Susanna e Benedetta Pezzopane, morte sotto le macerie, in passato impegnate nell'allestimento dei carri.

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