L'AQUILA - "Piove, governo ladro!» è un'espressione usata come bonaria parodia degli slogan contro il governo e in generale contro il potere costituito, colpevole di tutti i mali possibili e quindi anche di far piovere. Ed è l'espressione usata da molti sfollati nelle tendopoli da domenica pomeriggio, da quando, cioè, piove ininterrottamente e nelle tende non si resiste ormai più. Pioggia, temperature basse e sciame sismico, sembra essere tornati indietro di un mese. Ventisei le scosse negli ultimi quattro giorni. Le ultime, alle 3.04 e alle 6.11 di ieri, di magnitudo 2.7 e 2.6, nell'Aquilano e nella zona del Velino - Sirente. Al mattino, insomma, nelle tende, la sveglia è tornata a darla la scossa sismica e, poi, tutta la giornata chiusi dentro oppure intenti a scavare solchi per drenare l'acqua.
Nonostante sia giugno, le temperature della notte hanno subito una brusca flessione, passando dai 18 gradi a 8 - 10 gradi. Mentre in alcune tendopoli non è stata ancora completata l'installazione dei condizionatori fatti arrivare per il caldo dei giorni passati, l'altra notte e ieri mattina, in alcuni campi, soprattutto dove vivono gli anziani o i bambini, è stato necessario riaccendere le stufette. Le tendopoli sono circondate da fango e infiltrazioni di acqua. Al centralino del 115 sono arrivate segnalazioni di allagamenti e disagi nelle tendopoli. I Vigili del fuoco del comando provinciale dell'Aquila sono intervenuti nella tendopoli di piazza d'Armi, dove la situazione era peggiore, come anche nella zona di Colle di Preturo. I Pompieri hanno provveduto a creare delle pozze per raccogliere l'acqua piovana e portarla via con delle pompe. Le segnalazioni sono arrivate da tutte le zone dell'Aquila e dei Comuni limitrofi. Diversi anche gli interventi richiesti nelle abitazioni agibili per infiltrazioni di acqua piovana.
Momenti di tensione nel campo di Filetto, non per il maltempo, bensì in seguito alla decisione della Protezione civile di trasferire la cucina della tendopoli in quella di Poggio Picenze, rimpiazzando la stessa con una più piccola: «Giù le mani dalla cucina da campo». L'operazione ha suscitato la protesta dei 200 ospiti del campo: qualcuno ha anche tentato di occupare la strada. Si è reso necessario l'intervento dei Carabinieri in tenuta antisommossa. Risultato: ieri la cucina è rimasta al suo posto, ma secondo Giampiero Orsatti la verità è un'altra. «Vogliono smantellare il campo - ha detto - E noi, dove andremo?».