I tre candidati sindaci si sono confrontati sui temi legati all'ambiente nel confronto promosso dal Wwf
Ambiente, traffico, centro storico, energia, parco fluviale, urbanistica e tanto altro ancora. Nell'incontro organizzato dal Wwf locale nella Casa del mutilato tra i tre candidati sindaci non sono mancate bordate "verdi" e rivendicazioni di piene autonomie: «Io sono un uomo libero- reclama a gran voce Paolo Albi- non un'imposizione del senatore Tancredi». «Io sono solo Maurizio Brucchi» cerca di chiuderla lì il pidiellino. I toni di questa campagna si fanno più duri e il refrain è sempre lo stesso: da una parte il candidato di centrodestra che accusa il "competitor" di un passato recente nel governo Chiodi, dall'altra Albi che si lamenta di un "tutoraggio" fin troppo ingombrante nelle vicende politiche teramane. Santacroce stretto tra i due, prova a progettare una Teramo più verde del solito. Per la verità tutti e tre tracciano le linee di una politica ambientale teramana sostenibile. Brucchi ribadisce le sue idee per far "morire" la discarica, passando per la messa in sicurezza al più presto, approva la bretella da affiancare alla tangenziale Nord, lancia il bike sharing e le piste ciclabili, non rinunzia ai project nelle opere di urbanizzazione, definendo meglio le Ztl e ricordando come scuole ed edifici pubblici a Teramo siano sormontati da pannelli solari. Addossa la scelta della Turbogas «alle amministrazioni di sinistra: bisogna chiedere a loro» dice. Inoltre intende realizzare al più presto il Piano del verde, con alcune gestioni private lungo il Parco fluviale: termina rinfacciando a Sperandio il buio cittadino ed il contratto "capestro" con l'Enel. Albi dalla sua ribatte con l'idea del bioesiccatore e del compostaggio domestico, invoca il Piano urbano della mobilità, ed è possibilista con l'urbanistica concertata «a patto però che si vigili evitando i cosiddetti spezzatini». Persegue un piano regolatore energetico ed è critico per ciò che riguarda l'affidamento in gestione di alcuni punti del parco fluviale, mentre sul Piano del verde parla solo di «spot elettorali della precedente amministrazione». Il suo motto è: «Voglio costruire la città con un progetto condiviso dalla gente». Santacroce, nella gestione dei rifiuti, parte da un assunto raziocinante: «Chi sporca di più, paga di più». Ritorna sul suo chiodo fisso dei parcheggi scambiatori, tra l'altro accennati anche da Brucchi, utilizzando i 300 parcheggi del nuovo stadio, profetizza bici in centro, ma soprattutto se la prende con i commercianti che «tirano a campare senza valorizzare le proprie vetrine ed il proprio lavoro: l'idea per il futuro è un bilancio partecipato con le frazioni».