TERAMO. «Il traffico qui lascia a desiderare». Dario Franceschini, segreatario nazionale del Pd, si presenta al Caffé Grande Italia con questa battuta. Ha appena superato la barriera di auto che dalla stazione, dov'è arrivato al bordo del treno elettorale, intasa le strade principali fino a piazza Martiri. Ad accoglierlo ci sono dirigenti, candidati e militanti del partito. «Mi hanno detto che per essere puntuali bisogna arrivare in treno», sottolinea Franceschini che ha oltre mezz'ora di ritardo sull'appuntamento fissato.
Sulla linea ferroviaria che da Pescara l'ha portato a Teramo c'è stato un guasto. Per colpa della pioggia - a quanto pare - non ha funzionato uno scambio sui binari all'altezza di Pineto e il treno del Pd è rimasto fermo per 20 minuti.
Franceschini è affiancato dal candidato sindaco Paolo Albi, che riassume in poche parole il significato politico del progetto avviato in città con il centrosinistra.
Il presidente della Provincia Ernino D'Agostino, riproposto dalla coalizione, arriva qualche minuto dopo, anche lui "vittima" del traffico quasi paralizzato.
«Non devo presentarveli, li conoscete meglio di me», dice il segretario ai militanti riferendosi ai due candidati, «rientrano in quei criteri che ci siamo dati: sono persone credibili che si presentano con programmi di cose serie».
Una frase di Franceschini sembra tagliata apposta per il "progetto" del centrosinistra teramano che, con la candidatura di Albi, è uscito dagli schieramenti tradizionali in città.
«Oggi non si vota più per appartenenze ideologiche», afferma, «il consenso è libero e viene dato sempre come se fosse la prima volta».
Vicino a Franceschini c'è anche Marco Verticelli, ex assessore regionale teramano in corsa nelle europee. «Se il voto degli abruzzesi sarà compatto», afferma, «questa regione porterà un proprio parlamentare in Europa».
Dalla platea Valeria Franceschini, sua omonima candidata alla Provincia nel collegio Teramo 1, gli fa arrivare sul tavolo un proprio "santino" elettorale.
Il segretario sorride, cerca con lo sguardo l'aspirante consigliere e alla fine dell'incontro posa al suo fianco per una foto ricordo.
ALBI A SAN NICOLO'. La visita di Franceschini coincide con lo scontro tra le coalizioni principali sui progetti per San Nicolò. La proposta, lanciata dal candidato sindaco del centrodestra, per aprire nella frazione una sede distaccata del Comune è giudicata non credibile da Albi.
«E' un progetto riproposto in ognuno dei quattro anni passati», afferma, «ma nel piano delle opere pubbliche non è mai stata inserita una cifra per realizzarlo».
Inutilizzato, a detta del candidato, è anche il finanziamento promesso dal Bim per questo intervento.
Albi pensa a una presenza diversa del Comune a San Nicolò. «Non sarà solo burocratica, per il rilascio di certificati che ormai si posso avere via internet», spiega, «realizzeremo una grande struttura che, oltre alle funzioni amministrative, sia centro di aggregazione sociale e culturale, con spazi espositivi e biblioteche».
Lo spazio adatto non è la scuola "Febbo", come proposto da Brucchi. «Quell'edificio scolastico sarà venduto», osserva il candidato di centrosinistra, «con il ricavato costruiremo una struttura più baricentrica».
Sul prolungamento del bus urbano fino a San Nicolò, altra questione rilanciata dal suo avversario del Pdl, Albi annnuncia pressioni nei confronti della Regione.
«L'aumento del chilometraggio del servizio pubblico è stato un cavallo di battaglia di Gianni Chiodi», conclude, «finora però non è stato fatto. La giunta regionale a Teramo ha solo sistemato i propri cari e distributo incarichi e consulenze ad ex assessori e allo studio commerciale Chiodi-Tancredi».