Disagi e proteste anche per la mancanza di aria condizionata negli scompartimenti
AVEZZANO. Continua l'odissea per i viaggiatori della Roma-Pescara. Ieri, vicino a Castel Madama (Roma), un treno è stato bloccato da un guasto al locomotore e sull'intera linea si sono registrati ritardi a catena. «Una situazione non più sostenibile», affermano i pendolari.
Il treno rimasto in panne era partito alle 7 da Tivoli diretto ad Avezzano. Poco dopo Castel Madama, il locomotore è andato in tilt e si è dovuto attendere l'arrivo del treno Avezzano-Roma, che lo ha rimorchiato e portato alla stazione di Mandela. A causa di tale inconveniente, quattro treni della Roma-Pescara hanno riportato ritardi di circa un'ora.
Ancora una volta, dunque, gli abruzzesi, che viaggiano in treno, hanno dovuto affrontare disagi, con buona pace di quanti, ai vari livelli istituzionali, hanno promesso una ferrovia più efficiente.
Oltre al ritardo, i pendolari marsicani della Roma-Pescara hanno dovuto fare i conti anche con altri problemi. Una volta saliti sul treno, si sono ritrovati immersi in un clima infernale e non solo per l'alta temperatura, dal momento che non funzionava l'aria condizionata.
I vagoni, inoltre, erano invasi da un forte odore di bruciato che ha costretto le persone a viaggiare con i finestrini spalancati.
Intanto chi sperava di usufruire di treni più moderni, può mettersi l'anima in pace. Dalle Ferrovie, infatti, hanno fatto sapere che «si è trattato di un caso sporadico e che quando si verificano guasti, le vetture vengono portate in officina e riparate».
«Per quest'anno», hanno aggiunto, «fino a dicembre non sono previste sostituzioni di materiale rotabile. L'attuale programma di impiego dei mezzi per il momento non prevede variazioni». E così per i viaggiatori abruzzesi i disagi continueranno.