A 48 ore dal voto Il Messaggero ha ospitato un forum con i candidati del centrosinistra e del centrodestra alla carica di sindaco di Pescara e di presidente della provincia. Luigi Albore Mascia (Pdl), Marco Alessandrini (Pd), Antonella Allegrino (Pd) e Guerino Testa (Pdl) rappresentano, per storia personale e condizione anagrafica, un segnale importante di rinnovamento della politica cittadina.
UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE
Marco Alessandrini: Sì, la mia è candidatura a sindaco è nel segno della discontinuità. E' un'esperienza incredibile, la prospettiva è il massimo dello stimolo. Aggiungo che anche nel paese si avverte la necessità forte di cambiamento, ai G8 cambiano tutti tranne Berlusconi che nelle foto è sempre più giovane. Ma ora anche il Cavaliere dà segni di rinnovamento con un governo aperto a molti giovani, uno per tutti il ministro Alfano. Si rinnova anche il centrosinistra, la scelta di Matteo Renzi come sindaco a Firenze, 36 anni, è un altro segnale importante. A Pescara abbiamo il giovanissimo Cuzzi candidato alla presidenza del quartiere di Portanuova. Scelte mirate soprattutto per recuperare la tendenza all'astensionismo.
Luigi Albore Mascia: Sono alla seconda opportunità e vogliamo vincere, già penso al dopo come guida della città. La sfida è il ricambio generazionale, vedo una grande opportunità. Tra di noi ci sono 400 candidati di tutte le età, ma c'è discrimine anagrafico: i 50enni del centrodestra sono tutti proiettati sulla Regione, come Pagano e Masci. Hanno fatto esperienza nella città e ora la impiegano altrove. Adesso tocca ad altra classe anagrafica e ci sono nuove personalità emergenti, penso a Berardino Fiorilli. Abbiamo già fatto esperienze da assessori, avendo gli attuali 50enni come modello e ora tocca a noi. Abbiamo tanti candidati consiglieri under 40, siamo al tempo stesso esperti come politici e giovani, ciò ci consente di avere visione attuale e completa di Pescara e dei suoi problemi. L'approccio alla fabbrica del divertimento non va fatto con una visione "parruccona", riapriremo lo stadio del mare perchè sia motore di una città del sorriso, dinamica e moderna. La città è triste dopo questi dieci anni. La movida ha portato gente e movimento.
Antonella Allegrino: La discontinuità nel centrosinistra è prova di grande coraggio. Io non appartengo ai partiti, ma ai cosiddetti mondi vitali della società. Vale a dire ciò di cui la politica deve occuparsi. E' l'inizio di un percorso nuovo per la coalizione, che deve necessariamente impegnare una personalità al di fuori dei partiti in grado di trovare punti in comune e sapendo fare sintesi delle specificità. Non ho paura di affrontare il mio futuro in politica, a prescindere dal risultato, la mia discesa in campo non è casuale, il mio contributo all'attività politica non mancherà. La politica è troppo importante per i cittadini.
Guerino Testa: Il centrodestra ha voluto investire su di me in maniera compatta. Negli ultimi sei anni ho dimostrato di essere radicato nel territorio e ho fatto battaglie significative. Certamente c'è un'inversione di tendenza da parte dei partiti, la scommessa su forze giovani è evidente. Chi ha avuto questo mandato deve interpretarlo con coerenza, consapevole della delicatezza del momento. Serve buon senso più che senso di appartenenza, i problemi fanno capo alla funzione di governo. Se sarò presidente di questa provincia cercherò di aggredire i problemi con il coinvolgimento di tutte le forze politiche. E' questo il senso della task force dei sindaci: ogni tre mesi li incontrerò tutti.
CHI HA PAURA DEL BALLOTTAGGIO?
Marco Alessandrini: E' uno scenario realistico, ne sono consapevole e mi auguro di arrivarci perchè se ci arrivo ci sono delle opportunità. Il centrodestra giocherà tutte le sue carte al primo turno. Quanto a noi, si vedrà poi quali alleanze fare: il riferimento naturale è Rifondazione e lista Pescara nuova di Ugo Zuccarini. Ma ci confronteremo sui programmi.
Luigi Albore Mascia: Siamo favoriti e possiamo vincere al primo turno, perchè abbiamo costruito il programma in dieci mesi e lo abbiamo condiviso lasciando da parte le tradizionali divisioni. A determinare ciò non è stato soltanto l'arresto di D'Alfonso, determinati processi hanno interessato il centrodestra a partire dalle elezioni regionali. Dopo l'arresto di D'Alfonso sono semmai gli elettori del centrosinistra ad avere più sfiducia, i nostri hanno grande entusiasmo. In ipotesi di ballottaggio staremo a vedere: Rifondazione comunista ha rotto con il centrosinistra l'anno scorso, la campagna di Acerbo è tutta calci per il centrosinistra, come posso pensare che si mettano d'accordo al secondo turno? Idem per Zuccarini, dopo essere stato popolare e Pd come fa, da cattolico in forte disagio, a convergere su Pd? E come farebbe Sorgentone ad andare d'accordo con Donato Renzetti dopo caso filovia? Io potrei invece dialogare con Zuccarini. A Murgo non penso, ha già detto che non si schiererà.
Guerino Testa: Non temo il ballottaggio, per me sarebbero soltanto 15 giorni di lavoro in più. Voglio vincere al primo turno per anticipare di due settimane il mio lavoro. Anche noi abbiamo possibilità di recuperare a destra. Rifondazione, invece, si è spinta in campagna elettorale fino al punto di non ritorno. Se ci sarà ballottaggio dipende dalla consistenza del risultato del primo turno. L'accordo si farà comunque su temi e senso dell'alleanza.
Antonella Allegrino: Noi vinceremo al primo turno. Se ci sarà ballottaggio ci porremo il problema delle alleanze: tutto dipende dalla consistenza del risultato del primo turno. L'accordo si farà comunque su temi e senso dell'alleanza. per carattere, mi considero una persona disposta alle mediazioni.
EFFETTO D'ALFONSO
Marco Alessandrini: D'Alfonso è un libero cittadino, imputato, che si sta difendendo legittimamente e con stile da accuse gravi, per un uomo politico. Non invoca complotti, come fa invece Berlusconi che da anni litiga con i giudici. E' iscritto al Pd e vuole che il suo partito e la coalizione venga confermata e si spende legittimamente. L'eco di ciò che è accaduto a dicembre incide su giudizio dell'opinione pubblica, ma c'è ancora un diffuso apprezzamento della città: Fanfani lo avrebbe definito un cavallo di razza, uno che spacca la platea, o lo si ama o lo si detesta. Nel merito della vicenda giudiziaria le regole devono valere per tutti, le argomentazioni giudiziarie non devono entrare in campagna elettorale: il mio giudizio è politico, il resto lo diranno i processi. Auspico comunque un rapporto più anglosassone della politica con vicende giudiziarie e più prudenza dal centrodestra dei Berlusconi e dei Dell'Utri. Io lavoro solo per poter rendere migliore la mia città.
Luigi Albore Mascia: D'Alfonso è anomalia di questa campagna elettorale. In primo luogo per Marco Alessandrini: provo disagio per lui. Alessandrini è una persona per bene, con la sua storia l'idea di continuità con D'Alfonso genera imbarazzo. L'ho visto con D'Alfonso sottobraccio, è un'anomalia. La vicenda giudiziaria c'è, siamo garantisti, ma a quattro mesi dall'arresto quello che abbiamo sul tavolo non è un processo di secondo grado. Ci sono una serie di inchieste con ipotesi di reato gravissime, fatte da una Procura della Repubblica. E siamo qui oggi perchè c'è stato lo scioglimento del consiglio comunale. L'altra anomalia grande è che l'ex sindaco fa campagna elettorale, presenta ponti, incontra persone. E' lo stesso che il 5 gennaio si diceva affetto da malattia grave e permanente. Così determinando il mancato commissariamento del Comune. Oggi (ieri ndr) a tre giorni dal voto, si svolge un consiglio comunale, altra anomalia.
Antonella Allegrino: Alessandrini fa bene a sottolineare progressi di Pescara negli ultimi cinque anni. I risultati ci sono e sono innegabili. L'incognità dell'effetto D'Alfonso è vedere come i cittadini valuteranno sia i risultati che la vicenda giudiziaria.
Guerino Testa: Che l'ex sindaco faccia campagna elettorale è innegabile, non l'ho più visto da dicembre e l'ho incontrato a dare volantini del ponte del mare in occasione dell'inaugurazione dello stadio. Se la sua campagna sarà una risorsa o una zavorra per il centrosinistra lo vedremo. Gli elettori hanno la capacità di valutare se quanto accaduto a Pescara negli ultimi cinque anni è o no positivo. Quel che pesa è capacità di persuasione dei candidati attuali, la capacità di spiegare programmi e garanzie delle singole coalizioni.
QUALE CITTA', QUALI RELAZIONI
Luigi Albore Mascia: Rispetto all'evento del 6 aprile Pescara deve assumere ruolo di grande responsabilità. In relazione all'Aquila l'equilibrio è tra capitale amministrativa e capitale economica, raccolta di denaro e commercio. Oggi la responsabilità di Pescara è favorire rinascita L'Aquila, recupero suo ruolo, ma provvisoriamente le funzioni direzionali dell'Aquila dovranno essere delocalizzate a Pescara, ripeto provvisoriamente. Come si fa in famiglia, quando c'è grave mancanza. La mia visione di Pescara è che anche in funzione di ciò Pescara deve assumere ruolo strategico, non può più essere città del marciapiede e della betonella. Abbiamo bisogno di infrastrutture, ora c'è accordo con governo che ci permetterà di andare oltre l'asfalto pre-elettorale e pensare a porto, aeroporto e attrattività Pescara. Anche la ferrovia è un tema caldo, da Bologna a Bari siamo fuori da investimenti strategici di Trenitalia, l'alta velocità invece serve a Pescara per agganciare l'Europa. Pescara-Roma non può più essere una linea borbonica. Nino Sospiri aveva avviato questo processo, che non si concluderà in un anno. Un sindaco non deve pensare ai bicchieri di plastica, un sindaco deve pensare alle future generazioni.
Marco Alessandrini: Qui c'è il distinguo più netto con chi mi ha preceduto. Se i cittadini lo vorranno governerò secondo le direttive dell'Europa per la governance territoriale. Che dice l'Europa? Nell'ultimo piano settennale (Lipsia 2007) pone al centro lo sviluppo sostenibile, coordinare sviluppo e ambiente e tener conto di peculiarità urbane. Le città sono contenitori in continuo sviluppo, si saldano soprattutto lungo le direttrici costiere. Il nostro sviluppo è stato caotico e ora si impone problema di riqualificazione di porzioni di città. Negli ultimi cinque anni siamo andati in questa direzione, come dimostra la riviera sud che fino a febbraio era una pista da corsa e ora è diventata un fattore di sviluppo economico per le attività di quel quadrante, oltre che di rivalutazione immobiliare. La pedonalizzazione del centro va potenziata come accade in Europa. Pescara deve poi sviluppare politiche di inclusione sociale. Capitolo relazioni Pescara-Abruzzo: il terremoto ha distrutto una realtà economica già in crisi e l'ossatura istituzionale di una città capoluogo. Tutti, istituzioni economiche e finanziarie devono dare un contributo per la ricostruzione dell'Aquila, la politica deve attivarsi per il reperimento delle risorse.
Guerino Testa: E' indubbio che Pescara ha valenza sociale ed economica di livello regionale. Il mio concetto è 46 interessi comuni, per indicare che la forza della provincia non è asse Pescara-Montesilvano, ma l'intero sistema territoriale. Peculiarità Pescara sono collegamenti e clima, la Provincia deve avere canale diretto con sindaco capoluogo. Dobbiamo risolvere problemi annosi e guardare con sinergia al futuro: la prima realtà da affrontare è il turismo, ma anche sulle infrastrutture dobbiamo avere una voce sola per dialogare con il governo. C'è poi il problema dell'edilizia scolastica, voglio risolvere l'emergenza dell'Alberghiero, istituto che insiste su territorio comunale: abbiamo a disposizione un milione dal Ministero per le scuole e confido di dirottarne lì una fetta consistente. I centri per impiego dovranno essere rilanciati nel dialogo con forze economiche e ordini professionali.
Antonella Allegrino: La mia visione di Pescara è armonica, il nostro territorio è fatto di aree ben caratterizzate e integrate: la costa non può fare a meno dell'interno, dove ci sono distretto tessile vestino, agricoltura, centri storici, artigianato. Il problema di oggi è anche per noi il terremoto, che peserà su due generazioni. La provincia di Pescara non ne è fuori, come dimostra la crisi del turismo. Quanto al capoluogo, vedo una Pescara "cabina di regia" perchè la vocazione della città è direzionalità e perchè Pescara è sede dell'università. Valorizzare infrastrutture per dare forza al capoluogo come punto di riferimento del corridoio adriatico.
DUE PROFESSIONISTI, UN'IMPRENDITRICE: IL NODO DELLA
RAPPRESENTANZA
Luigi Albore Mascia: Non ho problemi di rappresentanza. Ho un'esperienza politica e professionale che mi portano a contatto con problemi del lavoro e dell'economia che interessano tutte le fasce sociali. La sensibilità personale ti porta a farti carico dell'intero complesso della società. Non bisogna essere cavalli per capire di ippica. L'esperienza professionale ti porta a contatto con tutti i mondi. La mia storia politica, da 25 anni, mi ha portato a percorrere tutti i gradini e di sedere in tutte le assemblee, dal quartiere al Comune. Conosco i problemi del territorio e della mia città. Lo dimostra questa campagna elettorale. Io ad esempio vedo come prioritario il degrado delle periferie: sociale, economico, urbano, legale. Le professioni sono l'ossatura della classe dirigente del paese e le idee camminano con le gambe degli uomini, in questa campagna elettorale ho parlato davvero con tutti, dall'operaio all'industriale.
Marco Alessandrini: L'attenzione che dobbiamo all'inclusione sociale ci porta a confrontarci con il problema casa: 4000 famiglie vivono in alloggi popolari, la metà è morosa. Dobbiamo impegnarci in politiche di sostegno: quanto fatto per le giovani coppie della marineria deve essere esteso a tutte le giovani coppie. Nel fare il porta a porta ho noto che case vecchie sono più grandi delle moderne, anche la borghesia cittadina soffre la crisi e il traguardo dell'acquisto della casa si allontana; il fenomeno bamboccioni è indotto da difficoltà di accedere al bene primario della casa. Il Comune sostiene con 2 milioni di euro il pagamento degli affitti, ma dobbiamo fare di più. Agendo sulle banche e mediando con proprietà fondiaria per abbassare i costi di acquisto.
Antonella Allegrino: Il problema sociale mi è vicino. La responsabilità sociale dell'impresa non si esaurisce dentro l'azienda, gli imprenditori devono farsi carico del territorio, io lo faccio da anni occupandomi degli ultimi. Lo dico con imbarazzo e pudore, ma bisogna affrontare i problemi sociali più urgenti: occupazione, tenuta della coesione sociale. Molte famiglie sono attratte dalla povertà, la mia fondazione si occupa di circa 4000 persone ogni anno. Dalla Provincia intendo sviluppare queste buone pratiche. Penso alle microimprese, ma anche a iniziative imprenditoriali più complesse da sostenere al di fuori del circuito dei finanziamenti pubblici. "Il deserto fiorirà" è il nome di un mio progetto per creare nuova occupazione attraverso microimprese artigiane e di servizi.
IL RITORNO DELLE LOBBY
Luigi Albore Mascia: Dialogo innanzitutto. La classe imprenditoriale e ogni portatore d'interesse va considerato una risorsa per la città, la mia non sarà un'amministrazione nemica, non ci saranno imposizioni dall'alto. Asicuro dialogo e confronto ma con una premessa: davanti a tutto metto la trasparenza degli atti amministrativi ma pretenderò rispetto delle regole.
Marco Alessandrini: Sto incontrando le categorie vitali della città, dai discotecari della riviera agli industriali: sono tutte forze rilevanti dell'economia cittadina, con loro ho un dialogo aperto e trasparente che auspico si traduca in voto. Ma da parte di tutti occorre un'assunzione di responsabilità e rispetto di regole certe. Alla politica spettano la mediazione e la sintesi. Per quel che mi riguarda punto a volare alto.
Guerino Testa: Non avverto il peso delle lobby come ricatto. Il ruolo dei portatori di interessi è positivo: non chiedono corsie preferenziali, ma risposte certe della pubblica amministrazione, a partire dai tempi della burocrazia. Tutti invocano merito e trasparenza, le lobby non chiedono vantaggi, ma parità di condizioni, a differenza di quanto accaduto in passato. Non è un orizzonte opaco, si pensa alle lobby soltanto come potenze economiche, ma ci sono i giovani che chiedono accesso al lavoro in maniera trasparente. C'è la lobby dei presidi che pensa alla qualità delle scuole. Ci sono i territori che rivendicano i loro "interessi comuni".
Antonella Allegrino: E' giusto che le lobby esistano. Devono essere però rappresentate in associazioni, che sono garanzia di trasparenza. Non devono esistere portatori di interessi privati ma di collettivi. I nostri naturali interlocutori sono le lobby che chiedono ascolto per focalizzare problemi e esigenze del territorio. Io ascolto chi ha da rappresentare problemi validi per tutti. E' un valore confrontarsi con bisogni della comunità, l'amministrazione provinciale deve confrontarsi con molte realtà, dall'impresa al volontariato. Tutti devono partecipare alla programmazione delle azioni politiche. Mediare tra divergenze di interessi è virtù dell'amministratore.
FIRST LADY E PRINCIPI CONSORTI
Marco Alessandrini: Mia moglie Mariela è al mio fianco, pur con i soi impegni riesce a fare in modo di accompagnarmi nelle iniziative politiche soprattutto la sera: ne sono contento perchè riesce a trasmettermi una grande serenità. Siamo una squadra nella vita e, adesso, anche in politica.
Luigi Albore Mascia: Non vivo questa situazione perchè oggi sono single, ma vivo quest'avventura con tanti amici che mi accompagnano e mi sostengono con entusiasmo.
Antonella Allegrino: Mio marito Joseph, medico nefrologo libanese, lavora e ora deve occuparsi di Youssef e Jamal, i nostri figli piccoli. Però è ben presente nelle cose che faccio, anche in politica. Non potrei fare scelte così impegnative senza di lui. E' persona lucida, pacata, preziosa nell'esprimere punti di vista e per me è fondamentale potermi confrontare con lui.
Guerino Testa: Mia moglie Connie, che sta per Concetta, è stata più presente in passato, nelle campagne da consigliere comunale. Oggi mi manca, ma abbiamo due figlie piccole, di 4 mesi e 2 anni, che reclamano attenzione. Mi fa sorridere la primogenita che mi vede in tivù e chiama papà. Mia moglie mi ha sempre aiutato in cose pratiche ma oggi viene prima la famiglia.
MESTIERE CANDIDATO: COSA AVENTE IN COMUNE?
Luigi Albore Mascia: Poco e niente con Alessandrini, a parte la professione di avvocato. La mia appartenenza in politica è diversa.
Marco Alessandrini: Io con Mascia? Siamo avvocati, siamo alti e portiamo gli occhiali. Ci divide l'ideologia, il centrodestra non mi appartiene ma in politica ho solo avversari e nessun nemico: sono contento di potermi confrontare con lui e con gli altri.
Guerino Testa: Siamo persone perbene, educate e ci caratterizza un approccio alla politica non irruento, fondato su apertura e dialogo, confronto.
Antonella Allegrino: Concordo sulla forma, non sui contenuti. C'è buona volontà di fare, di operare, ma sul resto siamo divisi.