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Data: 06/06/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Fondi europei per ricostruire» La Cgil: il decreto va cambiato, soldi insufficienti per lavoro e turismo

L'AQUILA. Un'assemblea pubblica per spiegare le ragioni che hanno indotto il sindacato a chiedere modifiche al decreto per la ricostruzione. L'appuntamento è per lunedì pomeriggio (ore 16.30) sul piazzale del centro commerciale L'Aquilone. Per la Cgil «le risorse previste nel decreto, che dovrà passare all'esame della Camera, non basteranno a ricostruire L'Aquila e i comuni del cratere».
L'iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa tenuta a Coppito dal segretario provinciale della Cgil Sandro Giovarruscio e da Umberto Trasatti. «Ci sono risorse importanti da far arrivare all'Aquila» ha commentato Giovarruscio «a partire dalla misura 87.2.B dell'Unione europea che prevede l'erogazione di fondi in caso di eventi e cataclismi naturali. A tal proposito Cgil, Cisl e Uil avranno, a breve, un incontro con i commissari europei per capire quali aiuti concreti potranno essere destinati al rilancio dello sviluppo».
Ma per la Cgil sarà necessario reperire nuove risorse attraverso l'istituzione di una tassa di scopo. «Siamo certi che gli italiani non si tireranno indietro e che questa è l'unica soluzione per trovare risorse - parliamo di almeno 4 miliardi di euro certi - indispensabili per poter pensare alla ricostruzione. Da una stima fatta servirebbero almeno 15 miliardi di euro, ma nel decreto attualmente se ne contano 5. Una tassa di scopo potrebbe coprire in parte questo "vuoto". Per Giovarruscio e Trasatti il decreto dovrà, inoltre, ruotare intorno a tre priorità: il lavoro, le case e la ricostruzione dei centri storici. «Un punto questo centrale» hanno chiarito i due sindacalisti «tanto più che all'Aquila sono andate distrutte alcune centinaia di palazzi antichi. Occorerà chiarire l'aspetto legato alle seconde case per le quali servono risorse certe». Poi la questione della scuola. Giovarruscio ha puntato il dito contro i tagli annunciati dal Governo e sollecitato la riconferma dei contratti ai precari. «Nelle scuole dovrà essere garantita la presenza di esperti in grado di aiutare i bambini terremotati. Inoltre, per far ripartire l'università, si dovrà pensare alla realizzazione di un campus con almeno 8mila alloggi per gli studenti. In quanto alla questione delle aziende tecipate - quali l'Asm - e alla Gran Sasso Acqua, per la Cgil «senza fondi si rischia la paralisi». Invocata anche la detassazione per le imprese locali.

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