ROMA - I nudi sardi che sconvolgono il mondo. La raffica di foto che rimbalzano dalle pagine del «Pais» a tutti i siti internazionali e sparano un'immagine della politica italiana stile impero romano della decadenza, quasi fossimo in una riedizione del «Satyricon» in stile berlusconiano. Belle ragazze più o meno discinte che si divertono nella villa del premier, giochi d'acqua nella vasca Jacuzzi del Cavaliere, Berlusconi che ha il volto non oscurato al contrario di quelli dei suoi ospiti, l'ex capo del governo della Repubblica Ceca, Topolanek, che espone le sue carni senza veli e via così.
Cinque scatti proibiti del fotografo Antonello Zappadu via «Pais» fanno il giro del globo e «vadano a quel Pais!» è la reazione di Silvio. Il quale assiste sgomento al lungo e velocissimo tragitto che fa schizzare le foto sarde da Madrid a una trentina di testate on-line in ogni angolo dell'emisfero: eccole, oltre che nei siti italiani, su quelli del «Washington Post», di «Le Monde», della «Reuters», del «Clarin» in Argentina, del belga «Le Soir», del croato «Vecernji», dell'olandese «Algemeen», per non dire di altre homepage tedesche, francesi, americane, cecoslovacche...
Davanti a questa «esclusiva globale» - così la chiamano, gonfi d'orgoglio, quelli del «Pais» - Berlusconi denuncia la «violazione della privacy». Grida all'«aggressione!». S'indigna per quel teleobiettivo che s'è intrufolato a Villa La Certosa e nell'«intimità delle persone». Sporge querela contro il quotidiano spagnolo anche se «quelle immagini sono innocenti» e non terribilmente scandalose e eroticamente compromettenti.
L'Italia alla berlina, di nuovo, ancora, come sempre in questo burrascoso periodo in cui s'incrociano e s'accavallano il Noemi-gate («Ma io non sono mai stato da solo in una stanza con quella ragazza», protesta il premier); gli aerei di Stato con tanto di ugole napoletane volanti (Apicella più chitarra) e misteriose ballerine di flamenco a bordo; le ipotesi di governo tecnico («Potrebbe guidarlo Gianni Letta, suggerisce il «Pais»); e le foto sotto sequestro ma trafugate ad uso dell'opinione pubblica internazionale. Verso cui il quotidiano spagnolo si rivolge dicendo, per la penna del suo direttore, Javier Moreno: «Queste foto svelano non la privacy di Berlusconi ma la deriva autoritaria che sta rischiando l'Italia», cioè un importante Paese europeo, e quindi i fatti di Berlusconi sono fatti che devono essere presi sul serio da tutto il Continente.
A cominciare, evidentemente, dalla Repubblica Ceca, che è assai coinvolta nell'affaire. Topolanek, ormai da tempo rivestitosi visto che quelle foto risalgono al 2008, reagisce così, buffamente: «In quelle immagini di Villa Certosa sono io, ma si tratta d'un fotomontaggio». Ovvero è lui ma è stato proditoriamente svestito nella camera oscura? E' lui, ma le sue fattezze sono più maschie di quanto risulta dalle foto? E' lui ma, come in una mezza metamorfosi kafkiana (qui diremmo pirandelliana), non è proprio lui fino in fondo?
In ogni caso, quelli del «Pais» contrattaccano: «E' normale che qualcuno», Berlusconi o Topolanek, «possa sentirsi offeso e reagire. Ma noi siamo tranquilli». Lo è anche, quaggiù, Franceschini. Che un po' ride: «Ci saremmo noi dietro il "complotto" della stampa internazionale denunciato da Berlusconi? Stiamo sconfinando nel ridicolo!». E un po' fa il serio il leader democrat: «Non ho visto le foto del Pais, ho cose più importanti da fare». Infatti, per esempio, non dice la sua a proposito della nuova esternazione di Noemi che ieri dalla Campania è piovuta nel circuito mediatico-politico sempre più ghiotto di rivelazioni-bomba. «Sono vergine e nessuno potrà affermare il contrario. Lo garantisco!», annuncia l'Illibata di Casoria. E il suo proclama viene certificato anche dal Cavaliere il quale, a un'ascoltatrice di «Radio anch'io» che gli ha detto «non è che Noemi è sua figlia? Un po' vi somigliate...», ha assicurato: «Signora mia, non creda a tutte le storie messe in giro. Ho anche giurato sui miei figli che non ho fatto nulla di male con quella ragazza».
Però il Cavaliere è preoccupato (ma «non temo problemi col Vaticano») e addirittura furibondo. Si sente vittima dello scandalismo «a vanvera», evidentemente ha notato che il Noemi-gate qualche puntarello in meno nei sondaggi lo sta provocando anche se, magari, non a vantaggio del Pd. «Il gossip in campagna elettorale è stato per noi assolutamente svantaggioso», si lamenta a sua volta Franceschini. Ma queste sono piccolezze italiane.
Mentre il mondo si gode i nudi sardi. E forse, alla maniera degli indiani metropolitani del '77, sta pensando dell'Italia di Silvio: una risata la seppellirà!