Auto incolonnate sulla riviera nord nei due sensi di marcia, gente che imprecava al volante e che sbuffava per il gran caldo, traffico a rilento se non paralizzato anche all'interno da viale Kennedy a via Regina Margherita fino a via Raffaello - pure quelle interessate da lavori - con ripercussioni sulla statale.
E' stato un altro, ennesimo pomeriggio d'inferno quello di ieri per il traffico cittadino. E per paradosso a mandare il tilt la circolazione sono stati i cantieri che l'amministrazione comunale ha disposto in questo periodo per il rifacimento di asfalti, strisce pedonali e segnaletica orizzontale (nota a margine: curioso che a piazza Italia proprio ieri siano comparsi parcheggi a tempo dopo un decennio di sosta selvaggia e multe spietate). Una dimostrazione di laboriosità che, alla luce del caos, non è andata di pari passo con l'efficienza. Caos che alla vigilia delle elezioni non poteva non scatenare la controffensiva dell'opposizione in aggiunta alle proteste dei semplici automobilisti.
A complicare maledettamente le cose è stato l'immancabile incidente: con la riviera ridotta per larghezza ai minimi termini, l'apertura dello sportello d'auto ha provocato un tamponamento a catena che ha coinvolto quattro vetture allungando a dismisura la coda sul lungomare.
Non è finita qui: a confondere di più le acque ci si è messa pure un'ordinanza firmata ieri pomeriggio dal vicesindaco che autorizza il completamento dei lavori della pista ciclabile da piazza Primo maggio fino a via Cavour, cioè fino alla Rotonda Paolucci, per 60 giorni: addirittura prevedendo il divieto di fermata essendo la riviera non più larga di 5 metri e mezzo e con il doppio senso di marcia e la sosta su due lati va da sè che non ci si entra. In buona sostanza quel documento così concepito annunciava un'estate da incubo - come da incubo è stato il pomeriggio di ieri - per chi raggiunge la riviera in auto o in motorino per andare in spiaggia. Tutto questo nel giorno in cui i balneatori del Ciba erano tornati alla carica con una raffica di proteste per problemi di carico e scarico merce legati ai cantieri sulla riviera: «Ci sono centinaia di metri di pista ciclabile privi di varco per l'accesso ai disabili e ai fornitori». Tutto questo, vale la pena aggiungere, nel giorno in cui il candidato sindaco del Pdl, Luigi Albore Mascia, ha presentato "in tour" le sue idee per il rinnovamento della riviera e un progetto di Notte Bianca per L'Aquila.
Al vicesindaco Camillo D'Angelo è bastata una rapida rilettura della delibera per comprendere il pasticcio: «Il divieto di fermata riguarda solo il breve tratto direttamente interessato dai lavori, lo specificheremo meglio nel documento». Ciò significa che D'Angelo ha disposto l'immediata correzione dell'ordinanza, sempre che basti a superare le spine della questione e a risolvere il dilemma dell'estate. Ma che D'Angelo sia dovuto correre ai ripari può voler dire forse anche un'altra cosa che il vicesindaco in cuo ruo sospetta da qualche tempo: e cioè che alla vigilia elettorale si scrivano ordinanze pasticciate proprio a voler creare difficoltà piuttosto che risolvere problemi. Insomma, secondo il teorema c'è chi rema contro, avendo fiutato l'aria del cambiamento, e prepara documenti destinati a stravolgere l'ordinaria quotidianità se non rivisti e corretti uno per uno.
Un'altra chiave di lettura in tal senso viene dalle moltiplicate segnalazioni e sollecitazioni di intervento giunte ad Attiva, un flusso triplo rispetto al consueto: un'impennata che sotto campagna elettorale, ha ragione D'Angelo, crea più di qualche sospetto.