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Pescara, 28/04/2026
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07/06/2009
Il Centro
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Verso le elezioni - Affluenza del 17,8%, calo di tre punti. Urne aperte anche oggi fino alle 22, poi lo spoglio delle europee |
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Domani dopo le 15 i risultati delle amministrative A Roma una rissa tra attacchini ROMA. Quando a tarda sera erano noti i dati relativi a circa i due terzi delle sezioni elettorali, l'affluenza alle urne per le elezioni europee, rilevata alle 22, si attestava intorno al 17,8%, in calo di quasi tre punti rispetto alle europee 2004. Ieri alle 15 si sono aperti i seggi per europee e amministrative. Si voterà anche oggi, dalle 7 alle 22, per scegliere i 72 deputati che siederanno all'Europarlamento ma anche per eleggere i presidenti e i consiglieri di 62 Province e i sindaci e i consiglieri di 4.281 comuni (di cui 30 capoluoghi di provincia). Chi vincerà la partita? Per i risultati delle europee, la risposta arriverà questa notte. Dopo la chiusura dei seggi, si conoscerà il dato sull'affluenza mentre le prime proiezioni dei risultati ottenuti delle singole liste saranno diffusi dalle 23,15-23,30 in poi. Per conoscere i risultati delle amministrative bisognerà aspettare quache ora in più perché lo spoglio comincerà solo domani. Per l'elezione di molti sindaci si andrà ai ballottaggi il 21 giugno, giorno in cui si voterà anche per il referendum elettorale. La notte del voto potrà essere seguita, dalle 22 di oggi, alla radio, in Tv o sulla Rete. Rai, Sky, Mediaset e La7 hanno già annunciato edizioni speciali con ospiti che commenteranno l'andamento del voto. A parte la rissa che si è svolta la notte scorsa a Roma tra attacchini (si sono presi a calci e pugni per contendersi un'area per l'affissione dei manifesti elettorali), la prima giornata elettorale non ha fatto registrare incidenti. All'interno dei seggi, la segretezza del voto è stata assicurata da una circolare del Viminale che ha stabilito il divieto di introdurre nella cabina elettorale videofonini, registratori e macchine fotografiche. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi, Umberto Bossi e molti altri leader politici voteranno oggi. Ieri, invece, hanno votato Dario Franceschini, Antonio Di Pietro e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Per la prima volta in Italia, ha votato Emanuele Filiberto di Savoia. Il principe, candidato al Parlamento europeo per l'Udc, lo ha fatto a Torino. Per le europee la posta in gioco è alta. Con la soglia di sbarramento al 4 per cento, i partiti che sono rimasti fuori dal Parlamento nazionale rischiano di non mandare un loro deoputato neppure a Strasburgo. Silvio Berlusconi, che non potrà fare l'eurodeputato e ha condotto la campagna elettorale dominata dal caso Noemi attaccando i «giornali ostili» e le «toghe rosse», vorrebbe superare l'asticella del 40 per cemto per poter dire a Napolitano che l'Italia è con lui e che tutte le riforme volute dal Pdl vanno comunque controfirmate. Dario Franceschini ha invece una missione impossibile: difendere il 33,2 per cento ottenuto dal Pd alle politiche e arginare la valanga di voti che si preannuncia per Di Pietro. Se alle europee Franceschini si fermasse al 25 per cento, le dimissioni sarebbero scontate. Se raggiungesse il 30 per cento diventerebbe un eroe della resistenza anti-berlusconiana.
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