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Pescara, 26/04/2026
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Data: 08/06/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - L'Abruzzo preferisce non votare. Amministrative ed Europee, pesante il calo delle presenze alle urne.

PESCARA - La disaffezione degli abruzzesi per la politica, testimoniata alle ultime regionali, si è confermata nel voto per amministrative ed europee. Una tendenza in linea con quella nazionale, ma ancor più evidente in una regione che, dopo la sconvolgente vicenda del terremoto che non più tardi di due mesi fa ha raso al suolo L'Aquila, il suo capoluogo, poteva e doveva evitare questa consultazione elettorale: il rinvio concesso all'Aquila e alla sua provincia doveva essere esteso a tutta la regione.
Sta di fatto che, ieri e sabato, la presenza degli abruzzesi alle urne è stata decisamente bassa. Ovviamente all'Aquila, dove si è votato sotto le tende per le irrinviabili consultazioni europee, il confronto con il dato precedente era improponibile: in pochissimi sono andati a votare, sia quelli che condividono la dura quotidianità delle tendopoli che quelli che, ospitati nelle località della costa, avrebbero dovuto approfittare dei bus allestiti come navetta per raggiungere la tenda-seggio sostitutiva del tradizionale one del seggio andato distrutto. Ma anche nelle altre città il calo dei votanti è stato particolarmente accentuato. Alle 19, per le europee, aveva votato il 47,1% degli abruzzesi, come dire undici punti percentuali in meno rispetto alle precedenti consultazioni per il Parlamento continentale.
Anche nelle pur attese elezioni per il rinnovo di tre su quattro delle amministrazioni provinciali, la risposta dell'elettorato non è stata diversa: a Chieti si è presentato alle urne il 46,8% degli aventi diritto al voto contro il 51,3% delle precedenti provinciali, a Pescara il 49,4% contro il 56,4%, a Teramo il 53,9% contro il ben più cospicuo 61,8%.
Quanto alle comunali, nemmeno il fatto che a scegliere il nuovo sindaco fossero due città importanti come Pescara, rispedita al voto dalla tempesta giudiziaria che ha travolto il popolarissimo Luciano D'Alfonso, e Teramo, chiamata a scegliere il successore di Gianni Chiodi, andato via in anticipo dalla sua città per assumere l'incarico di presidente della Regione, ha smosso più di tanto l'elettorato: 53,1% il dato dei votanti registrato a Pescara, a fronte del 61,1% precedente, 58,9% il dato di Teramo, contro il 65,2% delle altre comunali.
Appena chiusi i seggi, ieri sera poco dopo le 22, è iniziato lo spoglio delle schede votate per le europee: un dato assolutamente indicativo vedeva in testa il Pdl con ampio margine sul Pd. Ma, come detto, si tratta di dati da prendere con le pinze perchè lo scrutinio è avanzato, nella notte, davvero a rilento. L'appuntamento con i risultati di europee, e soprattutto con provinciali e comunali, le consultazioni indubbiamente di maggior rilievo per le comunità locali (sulla carta, visto che alle urne sono andati così in pochi), è fissato per oggi.

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