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Pescara, 26/04/2026
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08/06/2009
Il Messaggero
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SPECIALE ELEZIONI - Il rebus dell'astensione sull'attesa dei candidati a Pescara. Affluenza in netto calo rispetto all'80,5 % delle comunali dell'anno scorso, il Pdl spera nel cambiamento
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PESCARA - Tutti zitti e con le dita incrociate. Alla chiusura delle urne è la scaramanzia il comun denominatore per i candidati a sindaco di Pd e Pdl così come dei candidati alla presidenza della Provincia, che ieri hanno un po' tutti trascorso la giornata in famiglia concedendosi qualche "incursione" nei seggi. «Aspettiamo lo spoglio» è la risposta prudente alle sollecitazioni del cronista. Grande fair play tra Luigi Albore Mascia e Marco Alessandrini: «Ci vediamo a pranzo, ho prenotato per due al Delfino Verde prima dello scrutinio» ha confermato Albore Mascia. «E' una scommessa che Marco mi doveva da mesi e io ho già ordinato un menu a base di crudo di pesce, ne sono ghiotto» (di lunedì???). Antonella Allegrino sarà questa mattina in azienda, «devo recuperare quanto trascurato sul lavoro poi seguirò lo spoglio. Sono molto serena, ho fatto tutto quello che c'era da fare». Identico il linguaggio di Guerino Testa, suo principale rivale nella corsa a Palazzo dei marmi: «Ieri ho accompagnato mia moglie al seggio e poi mi sono riposato, oggi farò un salto in ufficio e finalmente pranzerò a casa dopo 40 giorni di massimo impegno in campagna elettorale». Nessuno si sbilancia nell'interpretazione degli effetti del sensibile calo dell'affluenza rispetto all'80,5% delle comunali dell'aprile 2008: il vento di centrodestra consente un cauto ottimismo in casa di Pdl e associati ma nulla di più. Sull'astensionismo, peraltro annunciato, si confrontano due scuole di pensiero: se per tradizione è il popolo di centrosinistra a esercitare di più il diritto-dovere del voto, questa volta lo scenario potrebbe rivelarsi del tutto opposto, leggi in linea con le ultime regionali: il clima di sfiducia generato dal ciclone giudiziario che ha spazzato via la giunta Del Turco prima e ha poi tolto di scena il sindaco D'Alfonso a Pescara potrebbe aver tenuto lontano dalle urne il centrosinistra deluso - un'indicazione in tal senso verrà anche dal risultato di Rifondazione e del candidato sindaco Maurizio Acerbo - e aver stimolato la calorosa partecipazione degli elettori di centrodestra, determinati a voltare pagina. Lo spera Luigi Mascia, che non ha mai nascosto di voler chiudere la partita per il Comune al primo turno; non dà nulla per scontato e spera anzi in un orgoglioso colpo di coda per il ballottaggio Marco Alessandrini, che ieri sera s'è concesso un po' di relax con suoi amici a cena alla pizzeria Vecchia Pescara, in via delle Caserme. Tutto sta a valutare se il dato delle Europee possa aver fatto o meno da traino o se invece dalle urne verranno fuori riscontri diversi. Come ipotizza Antonella Allegrino: «Ognuna delle quattro schede può rappresentare un'elezione a sè, meglio aspettare». E' stato così un anno fa quando il risultato delle Politiche si discostò da quello locale. Archiviato il dato delle Europee, inizia oggi alle 14 lo spoglio per le Provinciali, a seguire le comunali e infine le circoscrizioni. A Palazzo di città confidano nei nuovi computer palmari per una rapida trasmissione dei dati sul tabellone dei risultati, beninteso senza troppo anticipare i tempi della Prefettura, deputata a fornire i dati ufficiali. In serata i candidati a sindaco e presidente di provincia saranno sulla graticola. Luigi Mascia è già prenotato da Bruno Vespa: «Sarò in collegamento da Pescara con Porta a porta al comitato di piazza Salotto». Lo spumante è in frigo ma le dita di tutti restano incrociate.
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