TERAMO - In calo di diversi punti l'affluenza alle urne teramane. Certamente il ribasso non ricalca il fenomeno delle ultime Regionali, irripetibile soprattutto per la poca stagionalità dell'evento, ma il trend pare uniformarsi ad elezioni di stampo anglosassone. Al Comune capoluogo l'affluenza si è attestata intorno al 60%, mentre in Provincia al 67%. Considerando l'aspetto meramente politico e valutando la recente onda lunga del centrodestra che nell'ultimo anno, dalle politiche in poi, si è sempre più ingrossata, gli addetti ai lavori benedicono il candidato sindaco Brucchi in vantaggio su Albi e Santacroce. D'altronde, gli stessi sondaggi commissionati dal centrodestra davano fino ad un mese fa vantaggi ragguardevoli per l'ex assessore ai Lavori pubblici, che nel corso della campagna elettorale «però si sono ridotti notevolmente- questo a detta di alcuni rappresentanti del Pd teramano- fino all'attuale presumibile testa a testa». «Il recupero c'è stato- paventa l'ex assessore Domenico Bucciarelli-; come è da rilevare il fenomeno del voto disgiunto, molto usato dai teramani in questo caso: ora per il Pdl è più difficile raggiungere il 50% dei voti al primo turno». Si profila per il Pd un secondo tempo fatto di ballottaggio, da esaltare «limitando soprattutto l'astensionismo». In aggiunta, nell'ottica dei flussi, altri rappresentanti del centrosinistra evidenziano un travaso di suffragi, uguale per consistenza numerica, che si sarebbe mosso da Brucchi ad Albi, e dallo stesso Albi a Santacroce: «In buona sostanza, l'unico a perdere consensi sarebbe stato l'ex assessore ai lavori pubblici». Fernando Cantagalli, anche lui dell'era Chiodi, replica infastidito asserendo che i punti di distacco a favore di Brucchi «saranno ben 15, e senza alcun ballottaggio di sorta». Però nel caso di ulteriore richiamo alle urne per domenica 21 giugno, Cantagalli vede profilarsi per Albi «una sonora sconfitta, dal momento che ad alcune frange della sinistra e dei Democratici, che hanno già votato per Santacroce, non è gradito». Inoltre, a suffragare le tesi di un'affermazione di Brucchi, interviene il politologo Gianni Di Giacomantonio che a suo modo di vedere ritiene «che sia abbastanza improbabile che in così poco tempo l'elettorato compia inversioni repentine, visto l'esito degli ultimi appuntamenti elettorali». Per i sondaggi, il sociologo serba remore: «Sono indicativi ma sono soggetti a riduzioni statistiche nel tempo».
Anche in Provincia i giochi sono in bilico, malgrado Ernino D'Agostino possa contare su un qualche vantaggio dovuto perlopiù a radicamenti sul territorio storici e marcati: "Decennali" ribattono i pidiessini teramani.
Proteste. La scuola è inagibile, il seggio è stato spostato ma diversi cittadini non l'hanno saputo in tempo. Ieri pomeriggio diversi abitanti del quartiere Cona a Teramo sono andati a votare nella scuola Antonelli, scoprendo che era chiusa. «Molti - denuncia il candidato dell'Udc Marcello Olivieri - sono tornati indietro perché non c'era nessun cartello che avvertisse dello spostamento del seggio nel plesso dell'Istituto professionale per il commercio. Evidentemente la comunicazione dell'Ufficio elettorale del Comune è stata carente». Eppure sul sito Internet dell'Ente i vari spostamenti di seggio sono stati segnalati in tempo, così come veniva annunciato che i cittadini avrebbero ricevuto a domicilio un nuovo tagliando adesivo da incollare alla tessera elettorale. «È un fatto gravissimo- conclude Olivieri - che diversi cittadini non siano stati avvisati dello spostamento e che molti siano tornati a casa senza votare». (V.Pro.)